Gioco
«Legato alla mia terra ma sono affezionato ai colori nerazzurri»
Aveva dieci anni Renato Raimo, il farmacista di Pisanova diventato poi un noto attore, quando arrivò in città da Foggia
PISA. Foggiano di nascita, pisano di adozione. La supersfida di questo pomeriggio tra i satanelli pugliesi e i nerazzurri agli ordini di mister Gattuso, per Renato Raimo sarà una sorta di derby del cuore. Quello tra la sua terra d'origine e quella che, fin da adolescente, lo ha accolto contribuendo alla sua formazione e alla sua carriera professionale.
Una sfida nella sfida. Da vivere con l'emozione di un tifoso e i ricordi di quella terra che, dice, «mi ha fatto percepire il senso di libertà». Nato a Torremaggiore, cittadina di circa 17.000 abitanti ai piedi del Gargano (in provincia di Foggia), il 5 maggio 1963, Raimo è arrivato a Pisa dieci anni dopo, frequentando prima le scuole medie Fucini, poi il liceo Santa Caterina e infine la facoltà di Farmacia.
All'ombra della Torre è titolare dell'omonima farmacia del centro commerciale Pisanova. Attività che è riuscito a fondere con un mondo completamente diverso, quello della recitazione, di cui è rimasto folgorato fin da bambino. Dalla comparsa a 18 anni in "Amici miei atto II", Raimo di strada ne ha fatta molta, riuscendo a calcare i teatri di tutta Italia e i set delle fiction più seguite, lavorando fianco a fianco con i più grandi attori e registi italiani (Terence Hill, Flavio Insinna, Raoul Bova, Giuseppe Tornatore, Giovanni Veronesi, Federico Moccia, solo per citarne alcuni). Farmacista e attore di teatro, cinema e tv con la passione del calcio giocato e dei gradoni dell'Arena Garibaldi, da dove ha assistito ad un pezzo della storia calcistica di Pisa e agli anni magici dell'era Anconetani. «Ho giocato a calcio in una squadra di amici - ricorda -. Con grande passione, organizzazione e determinazione siamo riusciti a scalare tutte le serie a livello amatoriale. La mattina giocavamo a pallone e il pomeriggio andavamo allo stadio a tifare i colori nerazzurri». Quell'Arena Garibaldi che «mi piacerebbe tornare a frequentare - prosegue con un pizzico di malinconia -, ma visti i tanti impegni settimanali, la domenica preferisco adesso dedicarla alla famiglia». Lontano dallo stadio, ma da sempre vicino ai colori nerazzurri, «che continuo sempre a seguire».
Con emozione e trepidazione. Lo stesso farà questo pomeriggio alle 18, quando la formazione agli ordini di mister Gattuso si troverà di fronte la squadra della sua provincia di origine. Una sfida che per Raimo si è accesa già da alcuni giorni. «La partita - dice - ha rimesso in moto i tanti contatti che negli anni ho mantenuto con i vecchi amici. Poteva anche essere l'occasione per tornare a Torremaggiore, ma per impegni familiari dovrò restare a Pisa». Da dove, seppur a distanza, continuerà a sostenere i nerazzurri. «Sono molto legato alla mia terra di origine, ma come squadra sono affezionato al Pisa - prosegue Raimo -. Qui ho vissuto tutte le sfide, dalla serie C alla serie A. E quella di domenica prossima (oggi, ndr) è sicuramente la partita migliore che potevo augurare al Pisa. Il Foggia è veramente una bella squadra e batterla sarebbe una doppia vittoria - aggiunge l'attore -. Fino al triplice fischio dell'arbitro non voglio esprimermi, per scaramanzia, ma partire con due goal di vantaggio è già un buon inizio».
La fede (calcistica) unita ai ricordi d'infanzia (e non solo) e alla città che sente ormai sua. Il match tra Foggia e Pisa sarà per Raimo un concentrato di sentimenti, emozioni e scaramanzia. «Sono molto legato alla mia terra di origine perché a Torremaggiore ho vissuto un'adolescenza fantastica - sottolinea -. Lì ho percepito l'idea di libertà. Ecco, quando penso alla libertà penso a quegli anni. Mi sento però toscano e pisano. Pisa mi ha dato tanto e spero di aver dato anche io lo stesso alla città. Un pronostico? Che vinca il migliore. Per scaramanzia non voglio sbilanciarmi, ma... il nerazzurro è sempre il nerazzurro».
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