Il Tirreno

Pisa

In palio ci sono 5 milioni di euro

di Antonio Scuglia
In palio ci sono 5 milioni di euro

Pisa-Foggia: tiene banco la questione societaria, ma Gattuso “blinda” la squadra

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PISA. Il Pisa prepara quasi a ranghi completi la finale di andata contro il Foggia (Arena Garibaldi, domenica ore 18, diretta tv Raisport). Verna sulla strada del recupero, mancherà solo l'infortunato Polverini. Gattuso in questi playoff è stato molto bravo a “blindare” la squadra sul piano psicologico: il gioco e la grinta visti in campo sono la dimostrazione che le fortissime tensioni societarie non hanno distratto il gruppo, ben consapevole che l’avversario è quello con la maglia di un altro colore e che raggiungere la B sarebbe un risultato importantissimo, e per qualcuno di loro, anche decisivo per il proprio futuro.

Le tensioni societarie, dicevamo: ieri non sono arrivate nuove dichiarazioni di guerra, le parti in causa (Gattuso, Lucchesi e Freggia da un lato, Petroni e Taverniti dall’altra) si sono concentrate su altro. Gattuso sulle strategie tattiche per fronteggiare il Foggia, i quattro membri del Cda per definire le possibili trattative. In particolare, Massimo Donati (stimatissimo ex presidente nerazzurro in B), Busti, Lami e Lenzi - che per il Pisa hanno fatto molto nel recente passato - potrebbero essere nuovi innesti qualora Lucchesi convincesse Petroni a cedere le sue quote, ma siamo nel campo delle ipotesi e nessuno conferma trattative in corso.

Va da sé che vincere o perdere la finale potrebbe determinare molti cambiamenti in termini di appeal della società . Di sicuro cambierebbe eccome la sua situazione economica, perché andare in B significherebbe una plusvalenza di almeno 5 milioni di euro.

Secondo gli addetti ai lavori, infatti, 3,5 milioni arriverebbero di contributi (anche se bisognerebbe lasciare 500mila euro alle Lega Pro come regalo di arrivederci o auspicabilmente di addio), il resto sarebbe conseguenza dei maggior incassi, della valorizzazione dei giocatori e del possibile aumento di entrate pubblicitarie. Anche se il vero guadagno in B arriva dal secondo anno, perché quei 3,5 aumentano proporzionalmente (25-30%) da un ulteriore “regalino” della A dal quale sono escluse ogni anno le neopromosse dalla C. «Dalla terza alla seconda serie - ci dice un dirigente - raddoppiano le spese ma vengono quadruplicati i ricavi».

E se si perde? Non ci sono segnali di disperazione, ma di grande preoccupazione e di probabile ridimensionamento sì. La serie C è una rimessa continua, da 1 a 2 milioni all’anno. Pisa si è sempre rialzata dopo le disgrazie sportive, ma la gestione della passata stagione ha lasciato profonde cicatrici nel cuore dei tifosi e nel portafogli dei nuovi soci. Non si ripartirebbe dal -3,5 di un anno fa, ma servirebbero subito soldi freschi per ripartire. Si vedrà. Intanto la finale è da giocare, per ora stiamo 0-0 e gli spettri minacciosi che aleggiano intorno al Pisa potrebbero dissolversi.

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