Sicurezza
Così il temibile Foggia è stato battuto sette volte
La squadra pugliese è formata da elementi molto tecnici e gioca un buon calcio ma è stata superata in diverse occasioni, soprattutto dopo aver sbagliato rigori
PISA. Manifestazione di forza del Foggia nella doppia sfida con il Lecce nella semifinale dei playoff che ha aperto ai rossoneri le porte della finale con il Pisa. Una buona tecnica esibita da quasi tutti i giocatori rossoneri, tanto possesso palla, manovre ficcanti rasoterra e spiccate abilità di calcio anche dalla lunga distanza. Il “Barcellona della Lega Pro” non è però imbattibile se è arrivato ai playoff invece di vincere direttamente il campionato, avendo perso, e sonoramente, 7 partite durante un campionato percorso sulle montagne russe.
Falsa partenza. Un inizio da incubo per una delle favorite del girone C: dopo un buon precampionato (espugnato il campo del Bari in Coppa Italia) sono infatti arrivate due sconfitte e un pari interno nelle prime tre giornate.
A Pagani, all’esordio in campionato, il team rossonero è punito nel primo tempo dalle ripartenze dei locali (schierati a specchio con un 4-3-3) ed imbrigliato nella ripresa, finisce per subire un gol per ciascuna frazione e può opporsi solo con il centro della bandiera realizzato da Sarno al 4’ di recupero. Il Benevento (formato 3-4-3, il modulo di mister Auteri) invece mette la freccia già al 1’ e per il Foggia quello che si nota dopo è solo un vano inseguimento.
Zaccheria violato. La prima accelerazione del Foggia (con una serie fatta di 5 vittorie e 2 pareggi) è interrotta dalla sconfitta in casa con il Monopoli (l’unica finora tra le mura amiche): fatali ancora due reti incassate in contropiede, ma anche due rigori falliti (uno da Sarno e l’altro da Iemmello) contro un 3-5-2. Dunque, al di là dal confronto tra moduli tattici, un risultato frutto di circostanze decisamente particolari come un doppio errore dal dischetto.
Filotto negativo. Il team di De Zerbi riprende a macinare punti, ma si ferma subito dopo aver arpionato la vetta, prima pareggiando con il Matera (2-2) e poi perdendo 3-1 a Lecce. Braglia, tecnico dei salentini, sceglie un centrocampo folto (4-3-3 o 4-5-1) e, contrariamente al match d’andata dei playoff, passa in vantaggio già dopo 6’, arrotondando per due volte nell’ultimo quarto d’ora, fino al punto della bandiera di Iemmello (3-1). Dopo una netta vittoria sulla derelitta Lupa Roma (4-1), altri due pesanti tonfi: 3-0 ad Andria e 3-2 a Messina. In casa della Fidelis (schierata con un 3-5-2) il Foggia fa la partita, ma va sotto poco dopo la mezzora, a causa di una sanguinosa palla persa a centrocampo da Coletti, sfruttata da Mauro Bollino, ex nerazzurro, rossonero fino a gennaio. Gli ospiti sprofondano nel finale (3-0). Più combattuta la gara di Messina: i siciliani (posizionati secondo il 4-3-1-2) vanno avanti due volte, sono rimontati nella seconda occasione al 2’ di recupero dagli indomiti pugliesi, ma fanno ancora in tempo a piazzare la zampata vincente (3-2) ed a rischiare il pari.
Stop alla scalata. Ultima amarezza nella stagione regolare del Foggia l’1-0 subìto a Cosenza, dove il 3-4-3 schierato da De Zerbi si scontra e si annulla davanti al 4-4-2 calabrese dalle linee molto strette.
A decidere la sfida sono ancora una volta i rigori: i rossoneri sbagliano con Iemmello, mentre i rossoblù segnano con La Mantia un penalty procurato dal pisano Arrighini. Una batosta è arrivata anche nella semifinale di Coppa Italia: 5-2 a ranghi incompleti con il Siena, ma rivincita con gli interessi al ritorno (6-1) e conquista del trofeo ai danni del Cittadella.
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