Attenzione
L’invasione è pacifica, l’entusiasmo contagioso
I mille tifosi nerazzurri a Pordenone tornano a casa fradici ma felici l’unica nota triste è per chi è stato respinto agli ingressi perché senza biglietto
PORDENONE. Una lunga giornata, vissuta intensamente dalla tifoseria nerazzurra che torna a casa con la gioia di tornare a giocarsi la B in finale dopo tre anni. I primi tifosi nerazzurri domenica sono arrivati al Bottecchia poco dopo le 14, tante le bandiere con la croce di Pisa.
Qualcuno era in città sin dalla mattinata, a passeggiare in centro (anche in maglia nerazzurra) e per il mercatino dell’antiquariato che qui propone anche articoli tremendi come bombe a mano (svuotate della polvere esplosiva), elmetti e pallottole della Grande Guerra.
Nessun problema ovviamente con i tifosi locali: c’è grande rispetto reciproco. Un giornale locale aveva ipotizzato una spedizione di ultrà triestini che avrebbero cercato il “contatto” con i pisani, idea che ci sembra molto strana (e infatti non era vero) ma che ha provocato un’intensificazione dei controlli di polizia.
E’ però una giornata climaticamente avversa: partono i primi cori per la squadra e per Gattuso ma la pioggia costringe la gente ad andarsi a riparare. Entrano anche i tifosi di Pordenone. L’orgoglio della provincia del Nord est nel due aste neroverde “Solo PN”. Qui c’è grande tradizione nel ciclismo e in questo velodromo si sono disputate corse importanti. Sulla curva dove spesso vengono a contatto le ruote veloci. La pioggia diminuisce e i tifosi nerazzurri rientrano nel loro settore. Sono circa mille e oltre al simbolo della città sventola anche l’aquila nera della provincia. Gradinata 1909 fa gruppo insieme agli altri club.
Ci sono 30 tifosi nerazzurri rimasti senza biglietto: il presidente del Pordenone dà l’ok per farli entrare ma la Lega dice no. «Non siamo contenti di ieri - spiegano diversi tifosi - perché alla società , alla stampa e a buona parte di quelli in trasferta non glien'è fregato nulla di questi 30 che non hanno voluto far entrare perché senza biglietto nonostante ci fossero 200 posti liberi! Ed era da giorni che promettevano soluzioni! Gli unici che li hanno sostenuti alcuni del nostro gruppo che sono rimasti con loro nonostante avessero regolare biglietto e noi da dentro».
All’ingresso delle squadre in campo il piccolo Bottecchia è pieno come un uovo, con la gradinata divisa esattamente a metà tra le due tifoserie con la zona cuscinetto che si assottiglia sempre più. Grande sventolio di bandiere rossocrociate e una bella sciarpata su sponda pisana.
La gara scorre tranquilla: è finale. Gattuso è il più acclamato con cori e striscioni. Il feeling è ormai saldo tra la piazza e il suo condottiero. Si gioisce e scappa anche qualche lacrimuccia. Ovviamente nessuna festa particolare e testa alla finale. Arrivano gli applausi anche di gran parte del pubblico di casa. Il sogno continua.
Andrea Chiavacci
Antonio Scuglia
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