Sicurezza
Nacho, il mancino col “10” sulle spalle
Varela fa sognare come tanti che nel Pisa avevano quella maglia
PISA. Da sempre è il numero del calcio. Il 10 è sinonimo di poesia, fantasia, libertà. L'immaginazione al potere. E' la maglia di Pelè, Maradona, Zico, Baggio, Rivera, Platini, Totti ma l'elenco può andare avanti all'infinito. Anche Pisa dopo tanto tempo ha trovato un giocatore che fa sognare il pubblico domenica ha realizzato la sua prima tripletta in carriera. L'uruguaiano Lores Varela, per tutti Nacho, fin dal suo arrivo alla fine del mercato di agosto si è fatto ben volere da compagni e tifosi ma soprattutto con i suoi numeri sta facendo sognare una città intera. Pochi però conoscevano le qualità di questo brevilineo voluto fortemente da Gennaro Gattuso che lo aveva ai suoi ordini nella breve esperienza nel Palermo di Zamparini. Il patron rosanero farà confusione con gli allenatori ma il fiuto non gli manca e andò a prendere Lores Varela durante il mondiale under 20 del 2011.
Il merito dell'esplosione a Pisa di Nacho non è solo suo ma di una squadra intera che domenica lo ha messo in condizione di segnare tre gol. Tutti col sinistro. Il mancino è un altro di quei tipi di giocatore che fa infiammare le platee. Per Lores Varela la stagione non è sempre stata facile. Partito con un po' d'acciacchi dopo il gol al Tuttocuoio del 10 ottobre 2015 è esploso. Una forma che trova il suo apice verso la fine del girone d'andata con i gol decisivi a Ferrara, con la Lucchese e a Pontedera. L'inizio del nuovo anno non è il massimo. C'è il rinnovo che tarda ad arrivare. Alla fine il matrimonio con il Pisa si fa e durerà fino al 2018. Intanto arriva un altro infortunio e un solo gol ma fondamentale per decidere la sfida contro la Carrarese. Appena entrato in campo al 73' Lores Varela tocca il suo primo pallone dopo 15 secondi e lo trasforma in gol con una giravolta in area. Infine i tre tiri mancini di domenica. Il dito verso il naso per zittire qualcuno che lo aveva criticato troppo e infine a standing ovation quando viene sostituito da un sinistro che come lui gioca a destra, ovvero Diego Peralta. Infatti il livornese porta il 20 in questi playoff ma studia da numero 10. Ora Pisa si può godere due numeri 10 che in realtà giocano spesso in posizione anomala rispetto a quella classica di chi indossa il numero magico. Guardando al passato va detto che a Pisa il numero magico è il 7 di Klaus Bergreen e di Giorgio Barbana. Il Pisa che conquistò la Serie B nel 1964-65 venne trascinata da Carlo Cervetto, un numero 10 che realizzò 10 reti. Verso la fine dei 60 quel numero lo indossano in tanti, soprattutto il compianto Sandro Joan che lo porterà nella prima partita in A al Comunale di Torino nella stagione 1968-69. Joan arrivò a Pisa dopo che il Verona lo aveva dato per finito. Dal 1967 al 1973 mette assieme 160 presenze e 33 reti, davvero molte per l'epoca. Si prende anche una rivincita clamorosa contro la sua ex squadra alla quale rifilerà un tripletta il 12 novembre del 1967. Nell'era Anconetani il 10 non era sempre la maglia simbolo della fantasia e neppure della regia, l'ha indossata anche l'incontrista Leonardo Occhipinti. Un interprete tutto genio e sregolatezza con il 10 è stato sicuramente l'Olandese Mario Been arrivato nel 1988 dal Feyenoord e sostato due stagioni e poco più all'ombra della torre. Tanti tifosi hanno ancora negli occhi il favoloso gol da metà campo contro il Messina. Nelle uniche due stagioni in B con numerazione fissa l'onore e l'onere della 10 è toccato nel 2007-2008 a Nicola Ciotola, un proseguimento della luna di miele dopo il gol contro il Monza, e nel 2008-2009 al modesto Florian Adrian Pit.
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