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Gigi Simoni: Gattuso è il vero uomo in più

Gigi Simoni: Gattuso è il vero uomo in più

«Un gruppo ottimo, non aggiungo altro per scaramanzia...»

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PISA. Dici Gigi Simoni ed i tifosi più "grandicelli" rispondono "due promozioni in A ai tempi di Romeo". Simoni non è nato a Pisa, è presidente onorario della Cremonese, ma si sente, orgogliosamente, pisano ad honorem dichiarando candidamente: «Amo talmente questa città che ci vivo da una vita con la mia famiglia».

Uno così, un "condottiero" nei tempi di maggior splendore della società nerazzurra domenica era all'Arena mescolato con i diecimila tifosi.

Come ha vissuto la gara?

«Ero allo stadio - racconta il tecnico - ed ho avuto una sensazione più che positiva. Ho visto il Pisa dominare contro una buona squadra. Con la Cremonese eravamo nel girone del Pordenone e posso dire che la squadra di Tedino è una buona compagine».

Sul campo le cose sono andate benissimo, ma non era così scontato...

«Da tifoso pisano, alla vigilia della gara, avevo paura dei friulani. Credevo fosse un incontro più difficile. Avevo visto il Pisa con la Spal ed avevo assistito ad una bella gara da parte dei nerazzurri. Domenica i ragazzi di Gattuso hanno avuto una partenza fulminea ed hanno amministrato saggiamente la gara colpendo ancora nella ripresa. Una condotta quasi perfetta. Gli attaccanti si sono mostrati micidiali, gli altri reparti hanno fatto benissimo. E' un finale di campionato in crescendo e questo è sicuramente molto positivo».

Cosa pensa di Gattuso?

«Lo conosco bene. Ci siamo incontrati alcune volte. Considerato il modo di lavorare e gestire la squadra mi sembra molto bravo. Mi piace quando si arrabbia anche quando la squadra gioca bene. Ha grinta e questo è importante. Alcuni allenatori, sul 2-0, magari si siedono. Lui, invece, pretende ancora di più. Nella gara con il Pordenone era più cattivo sul 2-0 che sullo 0-0. Capisce, soprattutto, le situazioni sotto il profilo del morale e non corre rischi inutili».

E la sqadra?

«L'organizzazione del gruppo è ottima. Ripeto, ho notato una squadra in crescita. E' buona, valida ed è arrivata a questi play-off nelle migliori condizioni. Non aggiungo altro per scaramanzia».

Chi preferirebbe incontrare in una eventuale finale tra Lecce e Foggia?

«Mi piace parlare di quello che vedo e conosco. Le due compagini del girone C non le ho mai viste giocare. Mi hanno parlato bene del Foggia, ma non lo conosco. Dicono che ha buoni giocatori e la piazza è caldissima e difficile, ma credo che tutti debbano preoccuparsi del Pisa che è in crescita ed ha un Varela devastante sotto porta».

Lei ha vinto due campionati a Pisa. Cosa si sente di raccomandare all'ambiente?

«Furono due tornei diversi. Nel primo non avemmo problemi. Nella seconda circostanza, dopo la sconfitta di Cagliari, Romeo ci portò in ritiro e faceva svolgere gli allenamenti a porte aperte perché i giocatori si caricassero. Adesso, dico che bisogna cambiare poco. Ho ascoltato le dichiarazioni dei giocatori nel dopo-partita. Sono ragazzi molto bravi anche umanamente. L'abbraccio a Polverini è stato meraviglioso. Adesso non bisogna giocare con sufficienza. La concentrazione deve rimanere altissima. L'ambiente pisano è bellissimo. L'attaccamento dei tifosi mi ha colpito. Mi ha riportato indietro negli anni. Ho visto i giocatori veramente attaccati alla maglia. Prima era una prassi molto più diffusa, adesso molto meno. Sono amico di Fabrizio Lucchesi. Dovevo andare con lui alla Fiorentina, poi non se ne fece niente. Ho sentito le sue dichiarazioni. Erano, giustamente, pacate. E' un ragazzo in gamba, capace e, sicuramente, otterrà molti successi».

Fabrizio Del Pivo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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