La protesta
Gattuso: andiamo in campo con il coltello fra i denti
«Voglio rabbia agonistica al 150 per cento, non possiamo abbassare la guardia» Rottura totale sul Football College: «Per mantenere il Pisa ci vogliono i soldi»
PISA. «Scendere in campo con il coltello tra i denti, con una rabbia agonistica al 150 per cento, giocandoci la partita senza pensare al risultato dell’andata». Rino Gattuso non ha dubbi sul da farsi. «E' stata una settimana tranquilla - dice il mister - perché inizialmente ho pensato che avrei dovuto usare l’estintore, invece ho trovato un gruppo concentrato sulla gara di Pordenone. Sarà una partita difficile, rivedendo la partita in settimana mi sono reso conto che il Pordenone, pur perdendo, qualche occasione da gol l'ha avuta. Giocheranno inizialmente molto alti, potremmo trovarci di fronte una squadra con due mezze punte e una punta, ma soprattutto una squadra che è abituata a cambiare spesso il suo modulo in campo durante il match».
Sull'ambiente che il Pisa troverà Gattuso dice: «Sicuramente sarà un ambiente caldo, se abbiamo paura di 2.500 persone allora quando andiamo a giocare in uno stadio di 80.000...».
Cani e Di Tacchio? «Non li preserverò perché è troppo rischioso. Noi dobbiamo pensare che per noi domani potrebbe essere l’ultima partita, quindi io cercherò di mettere in campo la miglior formazione e quella che mi dà più garanzie».
A fine conferenza il mister nerazzurro si sofferma sulle questioni societarie e in particolare sul progetto Pisa Football College precisando: «La squadra è fuori da questa storia, sa chi viene nello spogliatoio e con chi parla. La squadra sa tutto. E’ una situazione dove non vedo chiaro. Qualche tifoso mi ha criticato, ma chi pensa che l’abbia fatto per scappare da Pisa, ancora non mi conosce ed i miei nove mesi in questa piazza dicono ben altro».
Il mister nerazzurro continua facendo delle domande: «Quante iscrizioni ha questo progetto? Ve lo dico io, una. Come fa questo progetto a mantenere un club come il Pisa? Lo dico perché non voglio che un giorno si dica che Gattuso è stato uno degli artefici di questo progetto. No, non ci sto, perché io so cosa ho fatto per questa società. Qualcuno ha anche detto che ringhio come il cane Gunther, ma io non ringhio, quando non vedo una situazione chiara che non mi quadra io faccio un passo indietro. Lo dico perché questa piazza ha già avuto esperienze negative e non merita di rimetterci per scelte sbagliate. Questo club non si può mantenere con il College, per mantenere il Pisa ci vogliono i soldi».
«Io non ci dormo la notte - conclude - quando penso a quanto questa società fa e ha fatto in questi mesi, il merito va a chi mi ha portato e alla squadra che mi ha seguito. Io in questa avventura non ho messo niente, non ho quote, ho fatto tutto con grande passione e spero che le cose si possono chiarire perché questo popolo qua, le dieci-undicimila persone che vengono allo stadio e la gente di Pisa non merita questo al di là di quello che io potrò fare in futuro facendo questo mestiere».
Antonio Tognoli
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