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Il folletto Varela nel libro dei primati

Il folletto Varela nel libro dei primati

È la prima tripletta della storia del Pisa nei playoff

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PISA. Se Ignacio Lores Varela è in giornata lo capisci dal primo tocco di palla. Un po' come capitava una ventina di anni fa al talento nostrano Gerry Cavallo.

Se il numero 11 di allora (come il 10 di adesso) riusciva nel primo dribbling o indovinava l'assist, oppure sfoderava subito una buona conclusione, poi la gara scivolava in un'escalation di iniziative vincenti. Se invece la prima non andava a buon fine, spesso la partita si risolveva in una vana rincorsa allo spunto perduto. Un po' come è capitato a Varela per quasi tutto il girone di ritorno, prima e dopo l'infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per qualche settimana. Solo una rete nella fase discendente della stagione regolare (alla Carrarese), dopo le 6 firme all'andata, quando il fantasista uruguaiano era finito nel mirino di squadre di serie A (Udinese e Torino).

Ora è tornato a sfrecciare, con scatti improvvisi, dribbling ubriacanti e conclusioni imprendibili di sinistro.

VELOCISTA DEL GOL. Dicevamo che dal primo tocco si può già battezzare la prestazione di Lores Varela. Infatti non di rado l'uruguaiano ha segnato praticamente alla prima palla calciata.

Lo ha fatto contro la Carrarese dopo poche decine di secondi, mentre nel match del Tuttocuoio se l’era... presa comoda impiegando circa 3'. Se non realizza subito allora, dopo la prima rete, firma immediatamente la seconda, come un fiume in piena ormai tracimato che invade tutto il territorio circostante.

Con la Lucchese l'uno-due fra il 38' della ripresa e il 41'. Domenica scorsa la doppietta fra l'11' e il 13' , e poi il tris nel secondo tempo, ancora al minuto 11.

DOPPIA CIFRA. Varela ha trovato a Pisa tutto ciò che gli era mancato finora: una tripletta forse nella partita più importante della sua carriera (a prescindere dalla categoria) per la prima volta lo ha portato in doppia cifra.

Dieci reti gli permettono di allungare nella classifica cannonieri di squadra (a 6 centri lo insegue Verna) e di assumere una dimensione da vero bomber oltre che da sgusciante fantasista. E pensare che finora non aveva mai segnato più di un gol a stagione.

TRIPLETTA STORICA NEI PLAYOFF. Mai il Pisa aveva vinto 3-0 nei playoff, meno che mai con tre gol di un solo giocatore. Lores Varela ha realizzato la seconda tripletta in assoluto negli spareggi promozione di terza serie (l'ex C1) dal 1993-94 ad oggi. L'unico precedente è di Carlo Taldo, che trascinò il Lumezzane in un 3-1 a Cesena nel lontano 1998-99. Un altro caso, ma in C2: Entella - Casale 3-2 (tre gol di Falcier, un terzino) nel 2011-12. Uno nei playout di C1: Viareggio - Cosenza 3-1 nel 2010-11 (tripletta di Bocalon). Sapete chi era il portiere dei bianconeri? Carlo Pinsoglio, discusso estremo difensore del Livorno.

OLTRE LE RETI. Nacho carica di gol il tabellino della propria squadra e di ammonizioni gli avversari diretti. Il friulano Martin ha rischiato grosso dopo il cartellino giallo. Nella ripresa, come nella giostra degli schiaffoni, l'ex palermitano è stato colpito ogni volta da un rivale diverso. Così anche Pasa e Beltrame sono finiti sul referto arbitrale. In stagione un'espulsione provocata e ben 5 assist offerti ai compagni.

NACHO & RINGHIO. Gattuso ha voluto Varela a Pisa (dopo averlo già allenato a Palermo), ma non lo tratta sicuramente come un figlioccio.

E' il mister a tenerlo sempre sul pezzo, ruggendogli in faccia ad ogni minimo cedimento. «Lui sa che sono l'unico ad aver sempre creduto in lui», ripete spesso l'ex milanista. Domenica scorsa, dopo la standing ovation dello stadio, Varela è stato festeggiato solo dai compagni in panchina e dal vice allenatore Riccio, mentre la domenica precedente, al termine di una prestazione meno brillante, era stato il tecnico calabrese il primo ad incoraggiarlo dandogli il cinque.

Magistrale la gestione atletica del giocatore (spesso in passato vittima di infortuni muscolari), lanciato gradualmente ad inizio stagione e dopo il problema invernale, fino a portarlo al massimo della forma.

ALTRO CHE SVOGLIATO. Al primo impatto Lores Varela sembra il classico fantasista indolente, che dispensa magie ma scansa il lavoro più duro. Un velocista alla Cipollini, che dà il meglio in volata, ma è un peso per la squadra durante il resto della corsa.

Tutto il contrario. La continuità non è il suo piatto forte (altrimenti con i mezzi tecnici che ha sarebbe stabilmente in serie A), ma quando è in giornata pressa, corre e strappa la palla con garra tipicamente sudamericana.

In inverno si è fatto male in allenamento. «Lui vive per il calcio e pensa sempre a lavorare - svelava Gattuso in una conferenza stampa di qualche mese fa -. Dovrebbe ascoltarmi e tirare un po' il fiato».

Domenica scorsa il mister ha spiegato ulteriormente quali siano le motivazioni interiori del ragazzo: «E' troppo severo con se stesso, ogni volta che esamina la partita si massacra da solo. Se non fa gol lo criticate, ma disputa sempre ottime partite, va a mille all'ora».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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