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Zattarin: caro Pisa, devi essere grintoso

Zattarin: caro Pisa, devi essere grintoso

L’ex nerazzurro avverte: «Occhio a Berrettoni e Pederzoli»

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PISA. Gianluca Zattarin conosce bene i playoff e anche il Pordenone. L'ex stopper nerazzurro (sconfitto in semifinale contro il Brescello nel 2000 e vittorioso in finale sul Monza nel 2007) ha fatto sudare ai Ramarri l'ultima promozione (dalla D alla Lega Pro) nel 2014, perché il suo Este (adesso il giovane allenatore veneto guida il Lentigione) si lasciò battere solo a 6' dalla fine della giornata conclusiva (1-2), concedendo ai friulani i 3 punti necessari per tagliare il traguardo ai danni del Marano.

Zattarin, il Pisa tenta di nuovo il salto di categoria con i playoff: come vede i nerazzurri?

«Sono una delle squadre favorite per vincere. Hanno disputato un bel campionato e sono preparati per far bene negli spareggi. Il Pisa ha una buona organizzazione, un allenatore che ha lavorato benissimo ed un pubblico che può fare la differenza».

In semifinale il Pisa ha eliminato la Maceratese del suo vecchio compagno di squadra Emanuele D'Anna...

«Penso che il Pisa abbia meritato la qualificazione, per la tradizione e per quanto dimostrato con i fatti sul campo, perché ha disputato una buona partita».

Lei un anno fa venne accostato alla panchina rossocrociata. Poi il prescelto fu Favarin, sostituito da Gattuso dopo il cambio di proprietà. Cosa ci fu di vero in quella voce?

«Non sentii nessuno della società. Mi avrebbe fatto piacere allenare il Pisa, ma ora auguro il meglio alle persone che ora sono alla guida, perché possano raggiungere l'obiettivo prefissato».

Lei ha scelto Lentigione, vicino alla fatal Brescello, dove però lei aveva anche giocato...

«Sono contento della nostra stagione. Ho trovato una società seria. Il presidente Amadei e il direttore sportivo Tosi hanno calcato palcoscenici importanti. Abbiamo disputato un buon campionato di serie D, da neopromossi, con tante avversarie fortissime, come il Parma e non solo. Rimarrò a Lentigione anche l'anno prossimo».

Torniamo a Pisa - Pordenone: lei fece soffrire la compagine friulana in un'infuocata ultima giornata.

«Ricordo: Este - Pordenone. Avremmo meritato il pareggio e invece perdemmo. Purtroppo Lasagna sbagliò a tu per tu con il portiere».

Lo stesso Lasagna che ha stupito in serie A con il Carpi?

«Proprio lui. Ebbi la fortuna di portarlo ad Este. Era appena retrocesso con il Cerea, ma intravidi una grande forza in questo giovane. Vedendolo allenarsi mi convinsi che sarebbe arrivato ad alti livelli».

Conosce bene anche Bruno Tedino, veneto come lei.

«E' un buon allenatore, che mette sempre bene in campo le proprie squadre».

Il suo 4-3-3 ha incantato nel girone A.

«Sa alternare il 4-3-3 al 4-3-1-2. Ho visto qualche partita del Pordenone: una formazione che esprime un buon calcio, con calciatori in grado di fare la differenza. Ha disputato un campionato incredibile in un girone difficilissimo».

Chi fra i friulani può fare la differenza?

«Berrettoni, che è stato mio compagno di squadra al Bassano, e Pederzoli, che ha carisma, qualità e sa calciare da qualsiasi posizione».

E' vero che i neroverdi vanno in difficoltà se sono pressati e hanno una retroguardia un po' statica?

«Sicuramente sì. Sono sicuro che, con le caratteristiche della squadra nerazzurra e la mentalità del suo allenatore, il Pisa aggredirà il Pordenone fin dal primo minuto. Fra i nerazzurri ci sono giocatori in grado di far male all'avversario, soprattutto in attacco».

Anche Piero Braglia ci riprova nei playoff al timone del Lecce.

«Il mister ha sempre fatto bene. Quest'anno ha realizzato qualcosa in più, subentrando in una squadra che era partita male».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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