Sicurezza
Sfruttare il campo amico e stare subito attenti
Le previsioni e la tattica di Gattuso: «Cercheranno di colpirci nei primi minuti sarà importante prendere il controllo della partita. L’80% dobbiamo farlo noi»
PISA. E' un Gattuso carico a mille quello che incontra i giornalisti nella sala stampa "Passaponti" dell'Arena, ma consapevole che oggi contro il Pordenone sarà tutt'altro che una passeggiata. Il tecnico nerazzurro parla a ruota libera prima elogiando i suoi ragazzi e poi mettendoli in guardia dal pericolo settimanale che si chiama Pordenone.
Il tecnico nerazzurro si concentra sull'aspetto tecnico tattico del match: «Sarà una gara di 180 minuti, ma dobbiamo sfruttare al massimo il fattore campo e stare molto attenti. Sarà una partita molto difficile. Il Pordenone sa giocare a calcio ed ha un allenatore che è un ottimo insegnante per i giovani. Nella squadra di quest'anno molto giovani che conoscevo sono molto cresciuti con lui. Dalla mia squadra mi aspetto la stessa intensità vista domenica prossima contro la Maceratese. Sarà un match che non si discosterà molto dalla sfida contro i marchigiani, loro nei primi minuti cercheranno di colpirci».
Gattuso elogia il gruppo-squadra: «La sensazione è che i ragazzi non stiano preparando i play-off, stanno lavorando normalmente come hanno fatto durante l’anno e questo secondo me è tanta roba, perché non c’è un dispendio enorme di energie prima del match. Continuo a vedere un grande senso di appartenenza e questo mi fa stare bene. Certo vedere che lo staff sta sette-otto ore al lavoro al centro sportivo a San Piero può essere un indirizzo per la squadra, ma non è scontato che sia così e ad inizio anno non avrei mai detto che questo gruppo avesse questo comportamento in positivo».
Dopo una breve riflessione però Ringhio torna sull'avversario: «Tutte le loro caratteristiche le sappiamo anche se non li abbiamo mai affrontati, il Pordenone lo abbiamo studiato tramite i video. Noi non dobbiamo fare giocare loro come sanno, ma io dico che l’80 per cento lo dovremo fare noi e il 20 per cento lo dobbiamo dedicare a loro. Questa è una squadra che segna anche in trasferta e ha fatto anche più punti di noi fuori dalle mura amiche, senza contare che ha mandato in gol ben 17 giocatori diversi. Non sarà una passeggiata».
Ma Gattuso è pronto: «Mi sento la città vicina e questo mi carica molto, Pisa la sento dentro e so di avere una grande responsabilità. Sto vivendo delle sensazioni positive che non ho mai vissuto da calciatore alla vigilia delle partite. Vedo il calcio in un’ottica totalmente diversa rispetto a quando giocavo. Da giocatore molte cose mi davano fastidio, come la musica nello spogliatoio, era tutto più difficile e pensavo solo a dare il massimo e fare meglio dei miei avversari in campo. Adesso anche se i miei giocatori vivono la vigilia in altro modo sono tranquillo e non mi da fastidio se fanno altre cose, prima invece era molto diverso».
I tifosi? «La gente che ci ha accolto in Via Piave domenica scorsa mi ha impressionato e per chi non è abituato a questa folla può fare l’effetto contrario. I tifosi domenica sono stati qualcosa di eccezionale e sicuramente sarà così anche con il Pordenone».
Una settimana che si è svolta ancora a porte chiuse con un particolare che Gattuso spiega: «In questa settimana ho buttato fuori dal centro sportivo anche i dirigenti. Siamo rimasti solo io e la squadra, perché la scorsa settimana sui giornali è uscita la formazione giusta e siccome ci stiamo giocando qualcosa di importante non voglio dare vantaggi agli avversari».
Dal campo alla pura quotidianità, il tecnico nerazzurro si lascia andare e descrive la sua giornata tipo: «Non vedo l’ora che finisca una giornata per iniziarne un’ altra. Stare al campo mi da allegria e non vi nego che quando sono a casa un po’ mi annoio. Di solito ci pensa mio figlio Francesco a farmi distrarre un po’. Giochiamo a pallone, gli tiro certe mine (ride, nda), ma devo dire che però mi aiuta molto a passare il tempo lontano da San Piero. Mia moglie? E’ una grandissima donna e già il fatto che sta con me da vent’anni e mi sopporta è già una grande cosa».
Qualcuno gli chiede se guarderà la finale di Coppa Italia tra la Juve è il suo Milan. Ad inizio maggio il tecnico fu chiamato come testimonial della Nike a rappresentare la sua ex squadra per la finale della coppa nazionale. Gattuso però sorprende tutti (o quasi): «Figuriamoci se ho da pensare a Milan-Juventus. Probabilmente stasera (ieri sera nda) dopo cena mi guarderò gli ultimi venti minuti, ma in questo momento Milan-Juve non è la mia priorità”. C'è da pensare al Pordenone».
Antonio Tognoli
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