La manifestazione
Raimondi ci spera: «La grinta è giusta»
L’argentino è stato tra i protagonisti dell’ultima promozione in serie B: «Vedo tante somiglianze con quella stagione»
PISA. Quando si parla di playoff a Pisa è inevitabile tornare al ricordo di quella squadra che li conquistò vincendo la finale contro il Monza guidata in difesa da Gabriel Raimondi. L’ex capitano, ospite a Il Neroazzurro di 50 Canale, ricorda così quel periodo: «Un’annata fantastica, la porto sempre nel cuore; erano tante stagioni che Pisa sperava di tornare in B. Abbiamo fatto qualcosa di bello e ci siamo riusciti grazie ad un grande gruppo. Anche quell’anno partimmo male con tante contestazioni e una precedente gestione assai problematica; vedo alcuni punti di contatto con quello che sta accadendo quest’anno».
L’argentino ha parlato anche di Ventura, che potrebbe essere il nuovo commissario tecnico degli azzurri: «Non mi sorprende che sia accostato alla Nazionale, perché riesce a dare un’impronta in poco tempo ed è bravissimo ad impostare un lavoro di crescita dei suoi calciatori».
Ora però l’attualità si chiama Pordenone e Gabriel Raimondi, pur riscontrando la forza del Pisa, predica comunque massima attenzione alla squadra neroverde: «Le mie impressioni nella gara con la Macerstese sono state molto positive, ho visto un Pisa pronto a fare la partita e pronto ad una sfida secca come quella dei playoff. Vedere Lisuzzo con quella determinazione me ne ha dato la conferma; lo stesso dicasi per Tabanelli e per tutti gli altri che erano davvero concentrati. Il Pisa era pronto e lo ha dimostrato dal primo minuto in poi senza mai mollare. Davvero emozionante rivedere le immagini dell’Arena così piena; fa bene Petroni a parlare di responsabilità perché è un peccato deludere questi tifosi. Pisa però è una piazza intelligente che capisce bene le situazioni e che apprezza l’impegno ed il sacrificio. Il Pordenone? Forse è una squadra più tecnica e meno fisica della Maceratese, ma il Pisa può giocarsela con tutte. Inoltre nei playoff conta la testa e contano le motivazioni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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