Sicurezza
DA CREMONA A PISA-MONZA I PRECEDENTI RINCUORANO
PISA. I tanti volti della passione per la squadra della nostra città. Le facce di sempre che ogni maledetta domenica indossano una seconda pelle dai colori nerazzurri. «Nella mia lunga carriera di...
PISA. I tanti volti della passione per la squadra della nostra città. Le facce di sempre che ogni maledetta domenica indossano una seconda pelle dai colori nerazzurri. «Nella mia lunga carriera di passione per il Pisa - ricorda Andrea Cosimi - sono essenzialmente due le giornate impresse nel mio cuore e nei miei ricordi, quelle pensando alle quali ancora mi commuovo: la trasferta di Cremona e la finale vinta con il Monza.Una cosa in comune a quei due episodi: a quei tempi nessuno sugli spalti aveva paura di invocare la A o la B... da quando abbiamo smesso di invocarla, chissà perché, non è più arrivata. Per questo credo che urlarlo a gran voce serva a caricare ancora di più un ambiente già caldissimo come non si respirava da anni. Sui play off attuali... non dobbiamo assolutamente sottovalutare il Pordenone ma, in caso di finale, dobbiamo pretendere da subito il rispetto delle regole e della legalità nella trasferta che, mi auguro, saremo chiamati a disputare: Pisa e il Pisa si giocano la storia».
Michele Michelotti segue il Pisa da 25 anni, quando con gli amici che ancora oggi sono accanto a lui nella parte alta della curva Nord mise per la prima volta piede allo stadio: «Sento ancora l'odore dei fumogeni e i sapori di un tifo che col tempo è cambiato ma vive sempre di una grande passione. Rimpiango le trasferte di quel periodo con il treno speciale». Un ricordo particolare, dopo l’amarezza del primo fallimento, è il Cnd 1995-96 : «Indimenticabile quando vincemmo a Nizza Millefonti con gol del compianto Gianluca Signorini. Dopo la nostra esultanza venne giù quella specie di rete da pollaio». Gabriele Bianchi invece ricorda la sua prima trasferta: «Ho iniziato ad andare allo stadio da ragazzino nel 1986 ed ho avuto la fortuna di assistere a quel campionato emozionante con epilogo a Cremona. I miei genitori decisero di portarmi con loro allo stadio Zini. In maniera più esaltante non potevo cominciare». Un aneddoto simpatico è legato alla finale Pisa-Monza: «Coincide con la cresima di mio fratello, ma io all'Arena non posso mancare. Lui non la prende affatto bene : "ma devi farmi anche il padrino !". Ed io, che quando gioca il Pisa disconosco anche i parenti, ribatto prontamente: "Allora chiama Marlon Brando, è meglio"».
E' invece proiettato al presente il pensiero di Marco Davini: «Ci risiamo, arriva di nuovo l'ansia dei play off. Se il 14 agosto mi avessero detto che domenica eravamo in semifinale non avrei scommesso un centesimo». Ora però il Pisa e Gattuso sono in ballo: «La battaglia è ancora lunga e difficilissima ma vedo una squadra tosta e affamata, dentro un ambiente coeso e compatto. Io come sempre sarò sui gradoni della Nord con i miei compagni di tante avventure».
Silvia Policella invece lega la sua passione per i colori nerazzurri alle lunghe trasferte in pullman, con tanti momenti divertenti anche in posti semi sconosciuti come Moncalieri, Pinerolo ma soprattutto Biella: «Era il settembre del 1995 ed eravamo un buon gruppo al seguito della squadra. Il nostro bus andò a finire davanti alla Festa delle genti. Solo a pensare il nome mi viene da ridere. Comunque fraternizzammo davanti a un bicchiere di vino e a una grigliata».
Claudia Benassi segue il Pisa dall'età di 13 anni: «Andavo in curva con il mio babbo ed è lui che mi ha trasmesso questa passione. Ora che ne ho 30 sono ancora più “fissata”di lui". Anche per lei con una bambina piccola non è facile seguire la squadra: «Sono cresciuta e la mia vita è cambiata ma l'amore per il Pisa è eterno e indistruttibile. Spero che anche mia figlia diventi tifosa. Ogni tanto mi guarda e dice Pisa olè!». Claudia ha fatto una promessa: «Appena il Pisa conquisterà la serie B la porto con me allo stadio. Spero di accontentarla prima possibile».
Andrea Chiavacci
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