Gioco
Friulani in grande crescita Foggia e Lecce a pieni giri
Il Pordenone di Bruno Tedino ha chiuso la regular season con tre vittorie le due squadre pugliesi nelle ultime settimane sono state irresistibili
PISA. Le “magnifiche quattro” tatticamente hanno giocato con schemi diversi nei quarti di finale e sembrano essere in grande forma. Il Pordenone che domenica prossima arriva all'Arena ha faticato a piegare la Casertana, rigore decisivo di Pederzoli nel finale, ma ha chiuso il campionato in crescendo. Prima di domenica scorsa sono arrivate tre vittorie di fila che hanno consentito alla squadra di Bruno Tedino di chiudere al secondo posto. I moduli che piacciono maggiormente al tecnico neroverde sono il 4-3-3 o il 4-3-2-1, scelto per affrontare la Casertana. L'uomo più in forma sembra essere Luca Strizzolo. Contro i campani l'ex nerazzurro si è guadagnato il rigore decisivo e da quando è arrivato a gennaio ha messo a segno ben 9 reti. Prosegue anche la grande stagione del capitano Mirco Stefani e del portiere Tomei. Sempre infortunato l'attaccante Filippini, 8 reti in campionato. Il Pordenone segna tanto e subisce relativamente poco ( 52 gol fatti e 30 subiti) ed è costante nel rendimento sia in casa che fuori. L'ultima squadra a vincere a Pordenone è stata il Pavia il 20 dicembre scorso. Il Pisa in trasferta ha avuto un cammino meno brillante rispetto ai neroverdi ma l'Arena è tornata ad essere decisiva. Il Pisa ha ritrovato nel momento decisivo giocatori fondamentali come Tabanelli e Di Tacchio. Il metronomo nerazzurro domenica scorsa si è piazzato davanti alla difesa come play basso nel 4-3-3 che Gattuso aveva in testa dall'inizio della stagione. La scelta del modulo è stata fatta come sempre in base al gioco degli avversari. Da questo punto di vista con il Pordenone le soluzioni sono due e si potrebbe optare anche per l'unica punta e due trequartisti alle spalle. Il tridente però ha esaltato particolarmente Mannini, tornato a giocare diversi metri più avanti.
Dall'altra parte del tabellone c'è il derby pugliese tra Lecce e Foggia. La prima si gioca al Via Del Mare dove il Lecce domenica scorsa ha piegato per 3-0 il Bassano. La squadra di Piero Braglia ha sofferto nei primi 10 minuti, poi il rigore a favore e l'espulsione del portiere ospite Rossi hanno cambiato subito l'inerzia del match. Moscardelli non solo ha realizzato il penalty ma ha giocato una partita sontuosa fornendo giocate da categoria superiore e un assist al bacio per Caturano. Il barbuto attaccante è stato il cannoniere principe della squadra nella regular season con 10 reti. Il Lecce è l'unica semifinalista che ha giocato con la difesa a tre, dove è fermo ai box l'infortunato Gianluca Freddi. Nel 3-4-3 fondamentale a centrocampo il ruolo del capitano Romeo Papini, molto bravo negli inserimenti come in occasione del rigore conquistato contro il Bassano. Si segna poco ma c'è solidità(48 gol fatti e 28 subiti) soprattutto dopo l'arrivo di Braglia al posto di Asta esonerato alla sesta giornata dopo il 4-0 subito a Foggia. Proprio i rossoneri sono il miglior attacco di tutta la Lega Pro con 61 reti all'attivo. Il capocannoniere Iemmello con 24 reti è il trascinatore. Contro l'Alessandria ha realizzato il definitivo 2-0. Una gara sbloccata dal colpo di testa del fantasista ed ex bambino prodigio Vincenzo Sarno, alto 1,67, già autore di 10 gol in campionato. La squadra allenata da Gianluca De Zerbi offre probabilmente il calcio più bello della categoria. Contro i grigi a causa di molte assenze ha abbandonato il 3-4-3 dell'ultimo periodo per il 4-2-3-1 con Vacca e Agnelli davanti a una difesa che qualcosa concede sempre. De Zerbi spera di recuperare qualcuno dalla lunga lista degli infortunati: Agostinone, Angelo, Lanzaro, Gigliotti e Viola. Alti e bassi per l'ex nerazzurro Roberto Floriano, subentrato a gara in corsa con l'Alessandria, e autore di 3 reti in 22 partite bloccato in avvio di stagione da un infortunio.
Andrea Chiavacci
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