Sicurezza
Calcioscommesse: per il neroverde Pederzoli resta un ultimo ostacolo
«Pensavo di aver dimostrato in modo evidente e preciso l’estraneità in fatto e in diritto di Pederzoli: ho dimostrato la sua estraneità in ordine al reato associativo, ma anche per le partite...
«Pensavo di aver dimostrato in modo evidente e preciso l’estraneità in fatto e in diritto di Pederzoli: ho dimostrato la sua estraneità in ordine al reato associativo, ma anche per le partite contestate, in cui ho dimostrato che non giocava, che non c’erano prove e che aveva un interesse contrario». Così l’avvocato Savino Lupo , difensore di Alex Pederzoli, oggi leader del Pordenone, tra i 90 imputati del processo che inizierà il 6 dicembre a Cremona. Per il legale, la decisione del giudice di mantenere il reato di associazione a delinquere a Cremona e trasmettere a diverse procure d’Italia le singole partite per le quali la competenza non si radica nella città lombarda, «è bizzarra, stravagante – ha spiegato – perché i vari capi d’accusa da trasmettere sono quelli che nell’ipotesi accusatoria sono il fine dell’associazione a delinquere».
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