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Pisa

Non c’è appello: vietato sbagliare

Non c’è appello: vietato sbagliare

Grandi emozioni ma anche tremende delusioni negli altri cinque playoff disputati

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PISA. Quello che si apre oggi con la Maceratese è il sesto play off di Terza Divisione che Pisa affronta negli ultimi sedici anni (sette in totale se consideriamo anche gli spareggi per andare in serie A che la squadra di Ventura disputò nella stagione 2007-2008, perdendo la doppia sfida con il Lecce).

Play off che in tutti i suoi precedenti hanno vista un’intera città stringersi intorno ai colori nerazzurri sia in casa che in trasferta.

Purtroppo le delusioni, ed alcune davvero cocenti, sono state molto di più dell'unica indimenticabile gioia. Quella del 17 giugno 2007 quando un'Arena colma fino all'inverosimile (c'è chi dice che i presenti sfiorassero le 20mila unità) portò in trionfo la squadra allenata da Piero Braglia dopo la vittoria per 2 a 0 contro il Monza ed il ritorno in serie B.

Se quindi sembrerebbe scontato, ma forse poco scaramantico, parlare di quella incredibile cavalcata dei vari Ferrigno, Zattarin, Ciotola, vogliamo oggi ricordare le altre occasioni in cui la gioia di una intera città è rimasta strozzata in gola.

A partire dalla stagione 1999-2000 quando il Pisa, allenato da Francesco D'Arrigo, neopromosso in serie C1 lottò spalla a spalla con il Siena per la promozione diretta. Il pareggio di Lucca, con alcune incredibili occasioni fallite dai nerazzurri, lanciò il Siena in B lasciando al Pisa gli spareggi con il vantaggio della seconda posizione.

Avversario il Brescello, squadra semisconosciuta. Partita di andata a Reggio Emilia al vecchio stadio Mirabello praticamente tutto occupato dai pisani: finisce 1-1. Al Pisa quindi basta un pareggio in casa per andare in finale.

Arena gremita che attende solo di festeggiare, quando a pochi minuti dalla fine il Brescello con Max Vieri trova il gol della vittoria nella forse unica occasione da gol della partita, all’89’. Un colpo durissimo per i tifosi e per la città.

Dopo una stagione di transizione, nel 2002-2003 i nerazzurri ci riprovano. Maurizio Mian come presidente, si parte con la storica vittoria di Firenze in coppa Italia (gol di Frati). L'arrivo del professor Simonelli in panchina trascina i nerazzurri ai play off come quarta forza. Semifinale contro il Cesena: all'Arena è 1-0 gol di Ambrosi. Nel ritorno ai nerazzurri serve almeno un pari ed è 1-1 (gol di Bettini e immediato pareggio di Rea). In finale arriva l'Albinoleffe che ha eliminato il Padova.

Prima a Pisa con oltre 16mila spettatori: Ambrosi subito in gol (papera del portiere Acerbis), poi pareggio dei lombardi con Bonazzi e gol capolavoro su punizione di Anaclerio per il 2-1. Ritorno a Bergamo, stadio Azzurri d'Italia con 10mila pisani è una coreografia in curva sud da bridivi (il Duomo e la Torre su uno sfondo verde).

Alla squadra di Simonelli basta un pari come con il Cesena. I bergamaschi passano in vantaggio nel primo tempo ma nella ripresa Varricchio pareggia e riporta la B a Pisa; poi il nuovo vantaggio dei padroni di casa.

Sui piedi di Ambrosi il tiro promozione, ma un incredibile miracolo di Acerbis salva i suoi. Nei supplementari arriva il terzo gol dell'Albinoleffe con Carobbio che chiude i giochi: Furiani e Fusi fisseranno il risultato finale sul 4-2.

Nuova incredibile delusione che per fortuna sarà cancellata quattro anni dopo dalla squadra di Piero Braglia.

Venendo poi agli anni più recenti, ricordiamo l'incredibile gioia di Perugia con il gol di Favasuli che ci regala la finale con il Latina (anche questa persa ai supplementari: nelle file avversarie militava l’attuale portiere nerazzurro Bindi)

. E due anni fa la vittoria all'Aquila nella prima gara secca (gol di Goldaniga) precedette lo stop in semifinale con il Frosinone, che pareggiò a Pisa e binse nel ritorno, nei minuti di recupero e poi andò in serie A.

Daniele Benvenuti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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