Il Tirreno

Pisa

Capienze da amatori e platee da serie A

Capienze da amatori e platee da serie A

È ampia la forbice tra gli impianti delle società in corsa per la B

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PISA. I play off di Lega Pro, metteranno di fronte otto realtà assai diverse, sia per storia, per tradizione, ma anche per caratteristiche degli impianti di gioco.

Tenuto conto che solo quattro squadre avranno la possibilità di giocare tra le mura amiche, tra esse il Pisa, vediamo comunque i sette campi protagonisti assieme all'Arena.

Cominciamo dal girone A e dal Pordenone che al termine della stagione regolare si è classificato al secondo posto nel proprio girone. I friuliani se la vedranno contro la Casertana e in caso di passaggio del turno sfideranno la vincente di Pisa-Maceratese. Il Pordenone gioca allo stadio Ottavio Bottecchia, adatto più ai dilettanti che alla Lega Pro. Costruito alla fine degli anni Venti, è omologato per ospitare 2.500 spettatori ed è circondato da un velodromo, sullo stile di alcuni stadi più famosi quali Como e Varese. Il settore ospiti è situato nella Gradinata e può accogliere novecento sostenitori. La Casertana dal canto suo, per sfruttare almeno in parte il campo amico, dovrà cercare di passare il turno. In tal caso tornerebbe in gioco lo stadio Alberto Pinto che, ha visto anche gare di serie B come nella stagione 1991-92 quando i campani disputarono la seconda ed ultima apparizione in cadetteria. Oggi il Pinto ha una capienza di 6000 spettatori, ma l'impianto è assai più ampio. Costruito nel 1936 visse momenti di gloria anche grazie alla pista di atletica, rimossa negli anni cinquanta e poi reinserita successivamente.

Sono 700 i posti a disposizione delle tifoserie ospitate. I nerazzurri se la vedranno con la Maceratese il cui impianto è l'Helvia Recina che di recente ha un ammodernamento, portando la capienza totale a 5.850 di cui però solo 4.315 agibili. Inaugurato negli anni Sessanta non ha mai visto partite di grande livello, dal momento che la squadra marchigiana ha sempre militato tra dilettanti e C2. Il record risale al derby con la Civitanovese nel campionato di C2 1980-81 con oltre dodicimila presenze. I tifosi ospiti trovano spazio in parte della Gradinata che può ospitare 1.165 spettatori. Campi di ben altro spessore sono quelli delle squadre pugliesi, Lecce e Foggia entrambe impegnate in gare casalinghe. I salentini allenati da Piero Braglia se la vedranno col Bassano al Via del Mare. Lo stadio di Lecce è una sorta di immensa cattedrale, dal momento che nel periodo di maggior splendore della squadra, poteva contenere addirittura 55.000 persone. Ma lo stadio è famoso anche per aver ospitato il Santos di Pelè che segnò una tripletta in amichevole al Lecce, nel 1967. I giallorossi hanno disputato quindici campionati di serie A e venticinque di B. Il Via del Mare è stato quindi un palcoscenico di primissimo ordine. Al momento la capienza è inferiore alle ventimila (19.202) unità. Nel 1994 lo stadio ospitò la Santa Messa celebrata da papa Giovanni Paolo II. Il settore ospiti è situato nei distinti Sud è può contenere 800 persone.

Il Bassano invece disputa le propri gare allo stadio Rino Mercante che ha una capienza di 2.952 spettatori.

L'impianto ospita al suo interno un velodromo ed è famoso più per il ciclismo che per il calcio, visto che ha ospitato in varie occasioni i campionati italiani di ciclismo su pista, nonché i campionati mondiali nel 1985, alcuni arrivi del giro del Veneto ed arrivi di tappa del Giro d'Italia. Negli ultimi dieci anni i giallorossi hanno militato costantemente nei professionisti, ma l'impianto tuttavia non può ospitare più di 757 tifosi avversari che vengono sistemati nella tribuna Nord.

Hanno un certo fascino ed appartengono alla storia del calcio, gli ultimi due impianti.

Partiamo dal Pino Zaccheria di Foggia che vedrà la gara tra i satanelli locali e l'Alessandria. Il Foggia ha disputato undici campionati di A e ventitre di B.

Negli anni Novanta fu teatro del miracolo targato Zeman, una squadra audace e piacevole che incantò tutti. All'epoca la capienza era di venticinquemila posti, scesi oggi a quattordicimila. Dal 2012 la curva Nord è intitola a Franco Mancini indimenticato portiere del Foggia di Zeman ed ex nerazzurro. Il settore ospiti è situato proprio in una parte di questo settore che può ospitare 1.125 sostenitori avversari. L'Alessandria che, per giocare tra le mura amiche, deve sperare di espugnare lo Zaccheria, gioca al mitico Giuseppe Moccagatta. I grigi sono la storia del calcio, visto che hanno alle spalle tredici campionati di A tra il 1930 ed il 1960. In questa stagione la formazione piemontese ha pure raggiunto la semifinale di coppa Italia uscendo a testa alta contro il Milan. A metà anni Cinquanta, con la squadra in Serie A, il Moccagatta aveva una capienza di 25mila spettatori.

Oggi l'impianto è stato modificato e non va oltre 5.827. In curva Sud trovano spazio 780 tifosi ospiti. Al Moccagatta sono successi alcuni episodi curiosi. Nella stagione di serie A 1946-47, prima di una partita contro il Venezia, l'arbitro Codeluppi di Lodi, ordinò a una delle due squadre di cambiare divisa, poiché, a suo parere, la maglia grigia non si distingueva da quella nera. Dopo la gara, la federazione chiese all'arbitro di sottoporsi a una visita oculistica, dalla quale risultò daltonico: la visita divenne allora obbligatoria per tutti gli arbitri.

Simone Martini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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