Sicurezza
«Varela e Peralta hanno qualcosa in più degli altri»
Parla Beppe Cosma, stella della squadra che nel 1964-65 vinse il campionato di serie C ottenendo 13 successi casalinghi come ha fatto il team di Gattuso
PISA. Il ruolino interno del Pisa è record storico per numero di punti (41), ma nella nostra città abita qualcuno che ha realizzato un cammino migliore quando ancora le vittorie valevano due lunghezze. Beppe Cosma era la stella della squadra che nel 1964-65 vinse il campionato di serie C, ottenendo 13 successi casalinghi come il team di Gattuso, ed in più mantenendo l’imbattibilità tra le mura amiche.
Cosma, qual era il vostro segreto all’Arena Garibaldi?
«Un pubblico eccezionale, sempre presente quando c’è da giocarsi qualcosa di importante. Anche domenica non farà mancare il suo calore».
In cosa è cambiata l’Arena negli ultimi 50 anni?
«Non vorrei essere frainteso, ma penso che allora ci fosse ancora più sentimento verso la squadra. Non voglio dire che ora non ci sia. Io ho sempre avuto un bellissimo rapporto con il pubblico. Per tutti non ero Giuseppe Cosma, ma Beppe. Verso di me c’era un affetto viscerale, ovviamente non da parte di tutti. Mi chiamavano Beppe, qualche volta “vagabondo” o “l’uomo all’ombra”, ma mi volevano bene».
Ma è vero che lei ogni tanto recuperava le energie all'ombra della tribuna coperta?
«Uno stadio all’inglese, tutto coperto, sarebbe stato l’ideale per me. Scherzi a parte, la verità sta nel mezzo. I tifosi vedevano ogni tanto mi fermavo e forse lo facevo nella zona di campo che era all’ombra. Non si può dare il massimo per tutta la partita».
Per la promozione furono decisive le vittorie interne con le rivali Arezzo e Ternana...
«Eravamo una grande squadra. Io facevo qualche gol e Carlo Cervetto più di me. Un giocatore di un’intelligenza superiore: sapeva come trovarti o farsi trovare».
Lei segnò 10 reti...
«E offrii 40 passaggi a Cervetto. A me non è mai importato fare gol. Ero più felice di veder segnare lui».
Anche il vostro Pisa, vincente 13 volte all’Arena, non riuscì a battere la Maceratese nella stagione regolare...
«E’ vero. Non ricordo bene le sfide con la Maceratese, ma ho bene in mente quelle con l’Arezzo, che allora valevano per il primato. Segnai un gol di interno sinistro dal fondo del campo».
Voi vinceste direttamente il campionato, oggi il Pisa deve affrontare i playoff con una formula che fa discutere...
«Incredibile: abbiamo lottato un intero anno per arrivare in alto, ma ci giochiamo tutto in una partita. Sarebbe stato più giusto favorire chi aveva ottenuto più punti».
Anche allora la società nerazzurra aveva un nuovo presidente, Giuseppe Donati, che poi trascinò il Pisa in A...
«Vedo che la nuova dirigenza ha entusiasmo e voglia di fare. Spero che ottenga il meglio».
Quali sono i suoi giocatori preferiti?
«Varela e Peralta, in modo diverso. Nessuna squadra ha calciatori come i nostri».
Da attaccante quale consiglio può dare ad Eusepi?
«A me dicevano che se stavo sempre là davanti, prima o poi la buttavo dentro».
Il Pisa come deve giocarsi questa sfida secca?
«All’andata la Maceratese ha avuto una fortuna sfacciata. Anche al ritorno è stato il Pisa ad avere le migliori occasioni da gol, prima che le due squadre si accontentassero. I nerazzurri devono giocare per vincere perché hanno dimostrato di essere superiori».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
