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Tuttocuoio, Dolfi chiede una mano

Tuttocuoio, Dolfi chiede una mano

Appello del patron agli imprenditori del comprensorio: «Impegno pesante, da soli è troppo dura»

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PONTE A EGOLA. La vittoria di domenica sul campo della Spal ha permesso al Tuttocuoio di conquistare la terza salvezza consecutiva nei campionati professionistici. Maggio è tempo di bilanci, non solo a livello calcistico ma anche a livello economico. Ogni società fa il punto della situazione sotto questo profilo, anche in base alle spese sostenute nell’anno trascorso. Non fa eccezione il Tuttocuoio ed a tal proposito il presidente Andrea Dolfi, prima di prendere l’aereo per gli Stati Uniti, manda un messaggio chiaro: «Ogni anno per noi è un bagno di sangue, fosse per me lascerei quest’anno perché nessuno ci aiuta. Tutti conoscono il Tuttocuoio per merito nostro. L’associazione dei conciatori, se contribuisse, potrebbe permetterci di fare progetti importanti, oltre a non far gravare unicamente dalle nostre spalle la gestione del club. Il Comune di San Miniato non deve farci uno stadio, ma un monumento per quello che stiamo facendo per il territorio».

Parole che mettono in dubbio il futuro del Tuttocuoio in Lega Pro? In realtà non nel futuro immediato, almeno dalle parole del patron neroverde: «Io sono l’unico a voler lasciare al termine di questa stagione, gli altri vogliono fare un altro anno. Ne parleremo al mio ritorno dal viaggio negli Stati Uniti, Nel caso si decidesse di prendere parte alla stagione 2016-17, resta il problema che la gestione economica della società pesa unicamente sulle spalle di poche persone».

Da qualche mese è entrato all’interno della società Antonio Guicciardini Salini, che è a tutti gli effetti un socio della compagine neroverde con il 25% delle quote. Ma per affrontare le spese di un campionato professionistico, il patron del Tuttocuoio chiede un maggior aiuto da parte del comprensorio: «Credo si tratti di un problema di cultura e mentalità, purtroppo gli imprenditori della zona non si impegnano e questo non è legato alla crisi economica che attanaglia il nostro Paese».

Aggiunge Dolfi: «Negli anni scorsi, seppur non significative, comunque alcune cifre venivano investite per la società, ora non possiamo contare nemmeno su quello. Rivolgo un appello anche a voi, operatori dell’informazione, affinchè facciate passare questo messaggio».

Come accaduto in altre circostanze precedenti, il presidente del Tuttocuoio vuole in questo modo riuscire a sensibilizzare la classe imprenditoriale del comprensorio, un messaggio anche per far capire quanto sia difficile mantenere a livello economico una società piccola, come quella di Ponte a Egola, nei professionisti. Il rischio, visto dalla parte del club neroverde, è che qualcuno pensi che un impegno nel Tuttocuoio dei soci attuali sia qualcosa come di dovuto. Invece, e Dolfi lo fa capire, non è proprio così.

Stefano Scarpetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa