Toscana
Gattuso “bodyguard” della Coppa Italia insieme a Cannavaro
PISA. Squadra a riposo, il mister no. La Tim Cup, intesa come coppa... fisica e non come torneo, è partita ieri dalla sede della Lega Calcio di via Rosellini a Milano con destinazione Roma, dove il...
PISA. Squadra a riposo, il mister no. La Tim Cup, intesa come coppa... fisica e non come torneo, è partita ieri dalla sede della Lega Calcio di via Rosellini a Milano con destinazione Roma, dove il prossimo 21 maggio alle 20.45 allo Stadio Olimpico è in programma la finale di Coppa Italia tra Juventus e Milan. Il Trofeo è stato consegnato nelle mani dei campioni del mondo Fabio Cannavaro e Gennaro Gattuso, che si sono recati nella Capitale viaggiando a bordo del nuovo treno Frecciarossa 1000.
Ma Gattuso, oltre che campione del mondo e testimonial del calcio italiano in tutto il pianeta, è anche (e soprattutto) allenatore dei nerazzurri, e già concentrato sui prossimi playoff: «Quando mi alzo al mattino penso alla mia squadra, non a quello che ho fatto dieci anni fa». E si coccola i suoi uomini: «Il secondo posto - dice - è merito di questi ragazzi e del senso di appartenenza di questi ragazzi dimostrato anche in mesi difficili come questi che abbiamo vissuto». E ora cosa sarà? «Ai playoff sarà un altro campionato molto importante giocando il quarto di finale in casa affrontando poi squadre anche più forte di noi. Dobbiamo pensare a fare bene, comportarsi da calciatori veri e pensare di fare qualcosa di importante».
La partita con la Lupa Roma non è stata brillante: «Quando si spegne l'interruttore è difficile riaccenderlo soprattutto con una squadra con grande esperienza, ma sapevamo che potevano metterci in difficoltà. Potevamo chiuderla prima viste le grandi occasioni avute nel primo tempo. La nostra pecca è il fatto di non trovare gol: dobbiamo essere più cattivi e quest'anno quando abbiamo creato molto abbiamo dato la sensazione di arrivarci poco cattivi».
Gattuso pensa anche ai singoli: «Mannini è un giocatore importante e non voglio fare a meno di lui perché ha dato tanto. Di Tacchio è un giocatore che fa reparto da solo, presente in tutte le situazioni che ti da solidità ed è cresciuto molto».
Qualche lacuna si è vista anche a centrocampo: «Secondo me Ricci fa fatica ad interpretare il ruolo di mezz'ala e per questo nel primo tempo avevamo importato la partita col doppio playmaker, ma questo portava anche a chiudere il corridoio a Mannini; nella ripresa con Tabanelli, Mannini aveva più spazio. Tabanelli tecnicamente è indiscutibile ma ci vogliono equilibri perché se la Lupa Roma nel finale avesse pareggiato non avrebbe rubato niente».
Lorenzo Vannozzi
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