Sicurezza
Sarà una settimana rovente per il Pisa
Dopo le beffe di Lucca ci saranno il giudice sportivo e domenica il Pontedera, ma in mezzo c’è la discussione del deferimento
PISA. La prestazione della terna arbitrale a Lucca è stata una delle peggiori alle quali abbiamo assistito in diversi decenni. La battuta finale di un sorridente presidente lucchese Bacci è chiara: «...un buon arbitraggio, del resto è fiorentino...». E il tecnico rossonero Galdersi ammette che sul primo episodio contestato dai nerazzurri, ovvero la mancata espulsione di Nolè per fallo su Cani, «a parti inverse mi sarei arrabbiato». Ma quello che veramente fa arrabbiare chi ama il calcio non sono le valutazioni degli episodi tecnici da parte dei tre ufficiali di gara (Baroni, Bercigli e Trovatelli) bensì la pavida gestione delle due risse, la prima scatenata dal portiere lucchese Di Masi e la seconda dalla panchina rossonera: in entrambe le occasioni Baroni e i suoi assistenti hanno guardato solo da una parte.
Questo lungo preambolo serve per dire che «ce l’hanno col Pisa» e che quindi il Pisa è una vittima innocente? Niente affatto. Serve a spiegare ai nerazzurri che una trappola funziona se ci caschi dentro, perché se tieni gli occhi aperti e i nervi saldi hai molte più possibilità di evitarla. E la squadra era stata catechizzata a dovere, per un’intera settimana, sui rischi ambientali di un derby come quello di Lucca.
Domani sapremo cosa Baroni e i suoi colleghi hanno messo a referto, della partita e del dopopartita, ma almeno due squalifiche per due turni sono automatiche.
Lucchese-Pisa è finita e il primo posto ormai è andato, ma la qualificazione ai playoff va difesa. Per fortuna l’Ancona, quarto, ieri si è mangiato all’82’ il rigore che gli avrebbe permesso di espugnare Pontedera, quindi è rimasto a -7 dal Pisa e domenica prossima ospiterà la Spal che vuole chiudere al più presto la pratica promozione. I nerazzurri ora devono semplicemente dimenticare Lucca e ripartire: le prossime due partite, in casa contro il Pontedera (domenica ore 15) e poi a Macerata (sabato 23 alle 17), decideranno all’80% le sorti del Pisa sul campo.
Prima del derby però c’è il trappolone, ovvero la discussione del deferimento davanti al Tribunale federale nazionale. Per una fidejussione che il Pisa ha regolarmente pagato. Sembra una barzelletta, ma ricordatevi quanto faceva ridere quella delle lampadine dell’Arena, che ci costò la serie B venti mesi fa. L’accusa è - se ragioniamo da persone civili - inconsistente: omessa vigilanza su un atto bancario. Ma proprio la sua vaghezza (il concetto di vigilanza può assumere tantissimi contorni), è pericolosa perché aperta a tante interpretazioni.
La Procura federale chiederà una pena minima (necessaria se non altro per salvare la faccia) o, come sussurrano nostri colleghi poco simpatici, sparerà una richiesta pesante, almeno in primo grado? La risposta l’avremo solo giovedì mattina. Di sicuro però a Roma chi ha preparato questa trappola - o mal gestito quella pratica - non si troverà di fronte una preda spaventata o un avversario innervosito, ma una società, il Pisa, che ha già imboccato la strada della denuncia penale. La partita, per quanto sgradevole, è aperta.
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