Finanza
i NERAZZURRI
LUCCA. Meritavano di più. Non in termini di impegno, ma in termini di risultato. I millecento pisani arrivati al Porta Elisa hanno colorato di nerazzurro il settore ospiti e parte della tribuna,...
LUCCA. Meritavano di più. Non in termini di impegno, ma in termini di risultato.
I millecento pisani arrivati al Porta Elisa hanno colorato di nerazzurro il settore ospiti e parte della tribuna, hanno sovrastato i dirimpettai sul piano del tifo, hanno fatto sentire Mannini e compagni quasi in casa, ma alla fine non hanno potuto gioire. Al contrario dei supporter avversari, che festeggiavano un punticino sicuramente utile ma che per loro assume un significato molto più rilevante proprio perché "serve" a toglierne due al Pisa.
Sugli spalti, con i lucchesi le polemiche sono state sempre a distanza: solo in tribuna stampa e autorità c'è stato qualche problema che ha fatto sfiorare lo scontro fisico nel corso del secondo tempo, quando qualche insulto di troppo rivolto da alcuni tifosi della Lucchese ai dirigenti del Pisa ha innescato una reazione a catena. Ma al di là delle male parole e di qualche "ci vediamo fuori" non si è andati.
Incomprensibile e ingiustificabile invece il comportamento di un tifoso locale che nel parterre di tribuna, quasi attaccato all'inferriata e rivolto alla panchina pisana, ha ripetutamente augurato a Gattuso la morte del figlio. Roba da matti. «Volevo scavalcare», ha confessato alla fine il mister nerazzurro. Dopo un po’ la Lucchese ha sistemato cinque steward (!) a fare da muro umano fra il tifoso e la panchina del Pisa al di là delle sbarre. Ma alla fine, Gattuso ce l’aveva molto di più con i suoi giocatori che si sono fatti espellere ingenuamente.
Un po’ diverso il giudizio dei tifosi, che non hanno digerito per niente il fantasioso metro di valutazione dell’arbitro fiorentino Baroni, apparso del tutto inadeguato al pari dei suoi collaboratori di linea: la foto in alto, con il destro del portiere lucchese Di Masi (impunito) sul viso di Polverini, è un simbolo delle decisioni contestate dal pubblico pisano al direttore di gara, i cui cartellini nei confronti dei giocatori di casa sono stati pochi e scoloriti rispetto alle punizioni draconiane comminate ai pisani. A fine gara, voci di far west nello sottopassaggio con qualche conto regolato. Voci, nulla più. Quello che conta è che è stato il Pisa a finire in dieci.
Per quanto il risultato abbia detto male agli uomini di Gattuso - constatare la modesta qualità dell’arbitraggio non significa giustificare gli errori “mentali” commessi dai nerazzurri - il pubblico nerazzurro ha comunque sottolineato anche alla fine il gradimento per l’impegno. Lucca non porta bene ma il Pisa è stato gagliardo. Come al Porta Elisa, è poi durata poco (anzi, in questo caso pochissimo) l’illusione di Ferrara, dove la Spal era in svantaggio dopo 6 minuti ma poi ha travolto il Santarcangelo. Il primo posto è volato via, il secondo va difeso con orgoglio e il popolo nerazzurro è già pronto per il derby numero 15 (!) di questa stagione, domenica 17 alle 15, all’Arena Garibaldi.
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