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Pisa

Mannini senior e una sfida infinita

Mannini senior e una sfida infinita

«A questo punto ogni partita diventa determinante Daniele? L’ambiente gli dà la forza, a Pisa è un leone»

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PISA. Nella famiglia più amata dai tifosi nerazzurri babbo Alessandro scende idealmente in campo a fianco del figlio Daniele. In casa Mannini Pisa è ben oltre i confini geografici. Solo gli impegni da vice allenatore del Viareggio tengono l'ex portiere nerazzurro lontano dall'Arena Garibaldi.

Mister, lasciando perdere il fatto di essere una bandiera del Pisa ed il padre di un giocatore nerazzurro, un viareggino come si colloca rispetto alla sfida del Foro?

«Sicuramente dalla parte del Pisa. La Lucchese è rivale calcistica del Viareggio. Ma io e Daniele non siamo solo viareggini: abbiamo una doppia cittadinanza che ci lega a Pisa e alla maglia nerazzurra».

Sul campo come vede la sfida del Porta Elisa?

«Mi preoccupa il fatto che il Pisa abbia speso molto a livello mentale nella gara con la Spal e, giocando di sabato, abbia un giorno in meno per recuperare prima di affrontare la Lucchese».

Nel 2000 fu proprio la Lucchese a fermare con un pareggio il Pisa in ricorsa sul Siena.

«Ricordo bene quella stagione, con D'Arrigo in panchina. Ora siamo arrivati al finale di campionato. Ogni gara diventa determinante: dopo Lucca anche il derby con il Pontedera non sarà facile».

Contro la Spal suo figlio Daniele ha segnato all'Arena dopo 12 anni di digiuno interno. L'ultima rete fu segnata quando lei era ancora nello staff tecnico del Pisa...

«Avrei dato un litro di sangue per poter essere presente domenica scorsa. Mi sono perso un grande spettacolo, che solo il pubblico di Pisa sa creare».

Daniele sarà un ex del derby, essendo cresciuto nella Lucchese.

«Nel settore giovanile. La società rossonera non credette in lui e lo lasciò libero».

Lei sapeva che Daniele era uno specialista dei calci piazzati?

«Non sapevo neppure che fosse un freddo rigorista. E' l'ambiente che gli dà la forza. Con la maglia nerazzurra si sente un leone. Potrebbe fare anche il portiere».

Massimo Berutto

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