Finanza
Il gioco alla lunga porta risultati
Nella prestazione in Abruzzo netti miglioramenti rispetto alle ultime gare
PISA. Meglio giocar male e vincere come con il Savona o disputare una buona gara e raccogliere solo un punto come a L'Aquila? Nell'immediato ovviamente vale di più la prima ipotesi, ma in prospettiva la seconda induce all'ottimismo. Il vero termine di paragone per lo 0-0 di sabato scorso è l'1-1 di Rimini. Il solito punto in cassa, ma prestazioni e stati d'animo all'opposto.
OCCASIONI DA GOL. In Romagna i nerazzurri avevano centrato lo specchio della porta solo in occasione del rigore trasformato da Eusepi. In Abruzzo invece almeno tre nitide opportunità di segnare (due di Cani e una velenosa punizione di Ricci) e due reti annullate (molti dubbi su quella di Mannini). Il frutto di una manovra più fluida, che ha trovato sbocchi centrali e sulle fasce laterali, oltre a permettere un buon possesso di palla. Soltanto la scarsa vena delle punte e forse della terna arbitrale ha impedito il gol-vittoria.
RISCHI A ZERO. Se hai tu la palla, ovviamente gli altri non possono spedirla in fondo alla tua porta. Il Pisa ha concesso qualche ripartenza, ma Bindi ha tremato solo complicandosi la vita su un tiro di Sandomenico e superandosi sul secondo tentativo di Perna. La retroguardia ha respinto tutti gli altri attacchi rossoblù, senza mai abbassare la guardia, nonostante le assenze di Lisuzzo e Rozzio. Ben diverso il bilancio della trasferta di Rimini, dove l'estremo difensore nerazzurro è stato costretto a superarsi su Polidori già negli primi istanti di gara, ha rischiato su un'uscita a farfalle in area e ha capitolato su uno sbandamento in tandem di Polverini e Fautario. La solidità difensiva è un presupposto imprescindibile per poter coltivare sogni di gloria.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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