Il dolore
Abodi: Pisa, cosa hai perso...
Il presidente della Lega di B torna sul mancato ripescaggio
PISA. Il futuro del calcio italiano si gioca partendo dalla riqualificazione del settore giovanile, da infrastrutture moderne e accoglienti e dall'introduzione di nuove tecnologie dopo il felice esperimento della gol line technology. Un pallone per amico, la conferenza che si è tenuta giovedì sera al Tower plaza all'interno di Pisa città europea dello sport, ha trattato questi e altri temi grazie al presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi intervistato dalla giornalista di Sky Sport Monica Bertini, con il contributo di Paolo Ghisoni, sempre su Sky cura la trasmissione la giovane Italia in cui presenta gli under 19 più interessanti, e dell'assessore allo sport del comune di Pisa Salvatore Sanzo.
Inevitabile un accenno al Pisa, vista anche la presenza in sala del presidente nerazzurro Fabio Petroni, partendo dalla famosa storia del mancato ripescaggio in B nell'estate 2014: « Quel passaggio è stato un piccolo trauma anche per me e per la nostra Lega - spiega Abodi, - Pisa in B per noi era motivo d’orgoglio per la sua natura calcistica e per la tanta passione della città. La dirigenza di allora ha commesso una leggerezza dal punto di vista burocratico. Come avere il biglietto vincente della lotteria in mano e strapparlo. Lo considero un capitolo chiuso e un appuntamento con la B solamente rimandato».
Anche il presidente Petroni interviene parlando dei progetti del Pisa partendo proprio dai giovani visto che Abodi ha sottolineato come sia importante che i ragazzi siano in grado di conciliare l'attività professionistica con quella scolastica: «Io sono neofita nel calcio ma mi pongo l'obiettivo di affermare un modello che finora non esiste. Deve considerarsi superato il concetto delle vecchie società con un uomo solo al comando. Riteniamo che il modello di crescita di questa città non esiste altrove. Vogliamo far diventare Pisa un’eccellenza anche nel calcio».
Tornando agli altri temi della conferenza Abodi ha parlato anche del rispetto delle diversità, della B a 20 squadre, di una forte presenza femminile negli stadi e di futuri esperimenti come la famosa moviola in campo: «Saremo noi per primi a fare questo test. Noi siamo per un calcio vero, che non vuol dire un calcio perfetto ma un calcio che vuol fare pulizia rispetto al recente passato. Vogliamo inoltre favorire l'ingresso nei nostri stadi dei diversamente abili». Abodi in settimana incontrerà il nuovo presidente della Lega Pro Gravina, al quale probabilmente chiederà di riportare credibilità ad un campionato in crisi.
Andrea Chiavacci
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
