Sicurezza
Donne: Lisa Bonelli più forte delle avversarie e... del campanilismo
LUCCA. Al bando ogni campanilismo e ogni rivalità storica e sportiva tra Lucca e Pisa. Lisa Bonelli, 30 anni, lucchese, da quattro stagioni con al braccio la fascia di capitano della squadra di...
LUCCA. Al bando ogni campanilismo e ogni rivalità storica e sportiva tra Lucca e Pisa. Lisa Bonelli, 30 anni, lucchese, da quattro stagioni con al braccio la fascia di capitano della squadra di calcio femminile del Pisa. Singolare il destino calcistico di Lisa, attiva nel basket fino all’età di venti anni, quando ormai ogni atleta è formato e pronto per la propria disciplina.
«Mi sono avvicinata tardi al mondo del calcio – ricorda Lisa – ed è nato sui campi di calcetto in semplici partitelle tra amiche. Quando non avevo gli impegni di basket e quelli di scuola, andavo a tirare i calci al pallone. Da semplici sfide sui campetti sono passati a partite sempre più impegnative con agonismo sempre in crescendo, fino ad essere coinvolta totalmente dal calcio».
In una di queste occasioni, la svolta: «Probabilmente sono stata vista da qualche dirigente del Pisa in una di queste occasioni, fatto sta che ricevetti la proposta di andare a giocare in nerazzurro; decisi di accettare e di iniziare questa nuova avventura».
Il passaggio dal pallone a spicchi a quello con pentagoni bianchi e neri è arrivato definitivamente nel 2008, anche se in tv già Lisa seguiva il calcio: «Ho visto tante partite del passato e di oggi ed il calcio è cambiato moltissimo». Il suo idolo è Totti, con cui condivide spesso il ruolo: «In qualche occasione ho giocato anche da falso nueve, partendo in attacco per arretrare sulla trequarti e aprire spazi alle compagne che giocano sulle fasce».
Con le compagne pisane, mai una battuta sul campanilismo Pisa – Lucca: «A dire il vero, nella rosa non sono molte le pisane; la maggior parte proviene da fuori. Ormai sono legata a questo gruppo, ma con piacere noto che a Lucca le squadre femminili sono aumentate: ci sono a S. Anna, al San Lorenzo, a Bagni di Lucca e a Ghivizzano Borgo, finalmente tanti scettici si sono convinti che questo sport può essere anche rosa e non prettamente maschile».
Due allenamenti a settimana, una dura preparazione nel mese di settembre: «Di calcio non si vive, ed io per fortuna sono dipendente dell’Esselunga e lavoro nel supermercato di Porcari». Quale partita ricorda con piacere? Da pisana adottiva, Lisa non poteva non rimarcare il match contro il Livorno. «Vincemmo quel derby 4-2 rimontando al doppio svantaggio. Ero subentrata nella ripresa e segnai il gol decisivo con una sforbiciata». (m.c.)
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