Sicurezza
Giovanili nerazzurre, in ogni caso è un boom
Passaggio di testimone in vista, ma i risultati testimoniano l’ottimo lavoro svolto con Biancoforno
PISA. Passaggio del testimone in vista nel settore giovanile: il Pisa sembra orientato verso la chiusura anticipata del rapporto con la Biancoforno che da quasi due anni cura il suo vivaio, ma è bene fare chiarezza nel ruolo assunto in tutto questo tempo dalla ditta dei fratelli Lami, oltre che sui risultati raggiunti.
Nell’edizione di ieri abbiamo scritto che «La Biancoforno aveva preso (pagando) il settore ventuno mesi fa, poco dopo la separazione fra il presidente Battini e il Dg Lucchesi».
L’estrema sinteticità dell’inciso può però indurre qualcuno a equivocare sul ruolo attribuito alla Biancoforno, come se la ditta che è anche main sponsor del Pisa fosse il cattivo di turno. Il che è l’esatto contrario non solo del concetto che intendevamo e intendiamo esprimere, ma della realtà.
Con l’aiuto di Luca Lami, vediamo quindi di essere più precisi, partendo proprio dal ruolo assunto dalla ditta di Fornacette. Che ha preso in gestione (non acquistato) il settore giovanile con un accordo quinquennale, e non ha pagato per prenderlo, bensì ha pagato le spese della gestione, con un investimento che possiamo quantificare in trecentomila euro l’anno. Tanti, e sono quanti ne servono per acquistare i giocatori e pagare gli impianti, gli staff e le trasferte, puntando a ottenere risultati in crescita. Obiettivo raggiunto brillantemente perché, se in passato il vivaio del Pisa ha talvolta fatto delle figure francamente imbarazzanti sia con gli avversari sia con le stesse famiglie dei ragazzi, in queste due stagioni ha decisamente svoltato, ed ora si trova nelle prime posizioni della classifica con tutte le sue squadre (ben nove), addirittura dominando in alcune categorie.
Un altro concetto preme però sottolineare ai vertici della Biancoforno, e cioè che se l’accordo con il Pisa verrà chiuso in anticipo non ci sarà nessun “ritorno a casa” del vivaio perché il vivaio è sempre stato a casa: tutti i giocatori infatti appartengono al Pisa e non alla Biancoforno. Nei mesi scorsi la ditta dei fratelli Lami fu anche in predicato di entrare nel club, su richiesta di Battini, ma non se ne fece niente. Il che non impedì alla Biancoforno di aiutare comunque la società, che rischiava di non iscriversi. (a.sc.)
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