La protesta
Baldoni: il pericolo è la fame di punti del Rimini
L’ex calciatore e allenatore nerazzurro giocò anche con i romagnoli, per due anni in serie B
PISA. Un grande capitano del Pisa ha giocato per due anni in serie B con la maglia del Rimini in B (dove fece anche gol al Milan, con un colpo di testa staccando fra Baresi e Collovati). Antonio Baldoni, oggi apprezzato opinionista televisivo, presenta la sfida di domani.
Nell'estate 1982 l'incontro con Arrigo Sacchi...
«Ero stato confermato ed ero il capitano della squadra. Arrivò Sacchi e cambiò tutti gli schemi. Mi chiamò ad un ristorante e mi disse che mi stimava, ma che voleva introdurre nuovi metodi di allenamento e che aveva bisogno di giocatori giovani. Probabilmente pensava che a 32-33 anni non avrei retto, ma mi sarebbe piaciuto lavorare con lui. Decisi di passare al Forlì restando a vivere a Rimini, perché i miei figli non dovessero cambiare scuola».
Un giudizio sul Rimini di oggi?
«All'andata non mi impressionò, ma ora anche i romagnoli hanno bisogno di punti per salvarsi e dall'arrivo di Acori stanno dando fastidio a molte squadre».
Al di là dei quattro successi di fila, come sta il Pisa?
«Deve crescere a livello di organizzazione e di gestione della palla. E' bravo a reagire quando è punzecchiato dagli avversari. Al di là della legittima rincorsa alla Spal, il Pisa deve pensare ai playoff. Gare nelle quali potrebbe non bastare giocar bene per un'ora. Comunque le ultime vittorie, ottenute con un pizzico di fortuna, sono una buona base per migliorare».
Quale modulo valorizza meglio le caratteristiche del Pisa?
«Gattuso parte di solito con il 3-5-2. Un atteggiamento che permette agli avversari di avvicinarsi alla porta del Pisa. Le sostituzioni cambiano le partite. Varela, secondo me, fa grandi cose quando gioca sulla destra. Peralta è determinante, perché salta l'uomo e sa offrire palloni tagliati sempre pericolosi. Non è un giocatore da ultimi 20'. Mannini? A mio parere renderebbe al meglio in un 4-4-2 con un terzino alle spalle, mentre Varela è più adatto al 4-3-3. Un problema tattico affidato all'allenatore».
Massimo Berutto
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