Tuttocuoio un po’ sprecone in zona tiro
I neroverdi giocano bene, mostrano personalità e carattere ma poca lucidità in avanti: all’Aquila col tridente è solo 0-0
L'AQUILA. Il Tuttocuoio interrompe la serie di 5 sconfitte consecutive imponendo lo 0-0 all'Aquila, anche se a dire il vero i neroverdi avrebbero meritato di portare a casa l'intera posta. La squadra vista al "Tommaso Fattori" non sembrava una formazione a digiuno di vittorie da oltre due mesi. Personalità, temperamento, pressing e grande attenzione in fase di non possesso: ha concesso solo due tiri a Sandomenico (l'autentico spauracchio del confronto).
I pontegolesi si sono affacciati con pericolosità verso l'area avversaria non riuscendo ad essere concreti e lucidi quando si trattava di assestare la stoccata decisiva.
Lucarelli cambia modulo. A sorpresa il Tuttocuoio si schiera con il tridente: Tempesti punta centrale molto mobile e libero di svariare affiancato da Shekiladze e Giovinco. A centrocampo Caponi riferimento centrale, ruba molti palloni e si propone come riferimento per i compagni, affiancato da Ricciardi e Calvano. In difesa Colombini e Falivena giganteggiano su Perna e De Sousa e sugli esterni c'è decisamente più lavoro per Ferraro e Marchetti, che riescono tuttavia a vincere i propri duelli con i dirimpettai.
Tuttocuoio sprecone. Dicevamo in precedenza della personalità e dell'ottimo approccio dei neroverdi, dall'altra parte però notiamo una scarsa lucidità in avanti. Non a caso i neroverdi sono l'attacco meno prolifico dell'intero girone. La riprova di questo è il gol annullato a Tempesti al 3', palla che danza all'interno dell'area Giovinco vince il duello con Cosentini sta per tirare ma viene anticipato dal proprio compagno di reparto che segna ma è oltre i difensori abruzzesi. Situazione simile nel corso della ripresa quando su tiro di Esposito interviene Shekiladze in posizione di off-side, su una traiettoria che avrebbe potuto finire la propria corsa in rete. I neroverdi hanno sfiorato il vantaggio anche con Ricciardi e Caponi rispettivamente al 16' e al 65' i quali hanno trovato sulla loro strada il portiere dell'Aquila Scotti autore di buoni interventi. In alcune situazioni invece le ripartenze del Tuttocuoio si sono fermate all'altezza dei sedici metri per alcune cattive scelte nell'ultimo passaggio.
L'Aquila solo a sprazzi. I padroni di casa si sono schierati con il 3-4-3 affidando a Sandomenico Perna e De Sousa il compito di pungere in avanti. Soprattutto nel primo tempo la squadra di Perrone ha spinto sulla corsia di destra grazie agli inserimenti di Triarico e al movimento di De Sousa, ma si è reso pericoloso unicamente quando Sandomenico si è acceso, come al 25' quando l'esterno campano ha fatto fuori Falivena con una finta e ha lasciato partire un sinistro che si è perso sul fondo non di molto. Nella ripresa il miglior momento dei rossoblù è stato vissuto dopo i cambi e il passaggio al 3-5-2, con il solito Sandomenico che da dentro l'area obbliga Feola a una deviazione non semplice e alla mezz'ora una conclusione di Manuel Mancini che si è persa di un soffio alla destra del portiere, dando l'illusione del gol. In ultima analisi un risultato importante per la formazione di Lucarelli, soprattutto per il morale, e per la prestazione offerta in quello che era il primo sconto diretto, anche se L'Aquila potrebbe superare il Tuttocuoio se come sembra verranno tolti i punti della penalizzazione nell'inchiesta inerente il "Dirty soccer".
Al di la di questo aspetto i neroverdi dovranno pensare solo a giocare come nelle ultime gare, per conquistare quei punti che servono per la salvezza.
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