Il Pontedera non sa la musica... del gol
Brutto ma determinato: fallisce l’idea delle canzoni per la carica
PONTEDERA. Nemmeno il cd con le canzoni scelte dai giocatori in settimana fatto risuonare dagli altoparlanti durante il riscaldamento. Doveva servire a dare la carica al gruppo e a traghettarlo verso il riscatto contro la Lupa Roma dopo quattro sconfitte consecutive. E invece neppure la musica è riuscita a far invertire la rotta al Pontedera. Che non sa più fare gol. E di conseguenza non riesce più a vincere. Rispetto alle prove sciagurate contro Maceratese e Rimini i granata ieri hanno fatto un piccolo passo in avanti. Quantomeno dal punto di vista dell'approccio alla gara. Sul sintetico inzuppato d'acqua del Mannucci Vettori e compagni hanno cercato in tutti i modi di abbattere il fortino laziale, ma hanno dovuto fare i conti con la sfortuna, oltre che con l' imprecisione degli uomini che avrebbero potuto inserirsi nel tabellino dei marcatori.
Attacco di peso. In settimana Indiani ha seriamente pensato di schierare i suoi senza punto di riferimento in avanti, facendo giocare Bazzoffia in qualità di “falso nueve”. Poi, per non snaturare troppo i meccanismi di gioco, ha optato per Gioè prima punta. A fare lo stesso lavoro di bomber Scappini, assente per la prima volta dall'inizio della stagione a causa di un fastidio alla schiena accusato sabato scorso a Rimini. Capitolo attacco a parte, il resto dell'undici titolare è molto simile a quello delle ultime uscite, con Sane di rientro sulla corsia sinistra dopo lo stop di due settimane per uno stiramento al costato.
Testa bassa e pedalare. Il Pontedera dei primi minuti non è bello, ma almeno è determinato. Di gioco i granata ne confezionano poco, commettendo anche svariati errori in fase di impostazione, ma l'atteggiamento collettivo è quello giusto. Della Latta, Kabashi e Luperini mordono. Disanto prova a inventare, Gioè fa quello che può isolato in mezzo ai difensori avversari e il reparto difensivo sbriga ogni faccenda senza fronzoli. Al Pontedera manca solo la brillantezza necessaria per segnare. Esempi lampanti le conclusioni di Della Latta e Disanto, entrambe fuori da ottima posizione.
C'e' qualcosa che non va. Nella ripresa la Lupa Roma resta subito in dieci. Al 3' Zappacosta va sotto la doccia per un'entrata killer su Disanto. È il momento di spingere per il Pontedera, che però si affida a una serie di traversoni da lontanissimo, ben controllati da Anedda e compagni. La banda di Cucciari usa anche l'esperienza facendo scorrere il cronometro verso il novantesimo con i tipici “trucchi del mestiere. Solo nel finale i granata vanno vicinissimi alla rete. Della Latta spara alto da pochi passi dopo il salvataggio di Fabbro sull'inzuccata di Vettori, poi altro miracolo sulla linea, questa volta di Volpe, che vanifica la zampata ravvicinata di Sorbo. Questo brodino non piace al Pontedera, che prosegue nel digiuno di vittorie.
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