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La priorità: alleggerire l’infermeria

La priorità: alleggerire l’infermeria

Pontedera, la sfortuna ha messo ko troppi titolari. Ma in casa granata bisogna ritrovare soprattutto la serenità

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PONTEDERA. Sfortuna e psicologia. Sono le parole chiave in casa Pontedera. Dietro alle quattro sconfitte consecutive che hanno convinto i vertici societari a far convivere giocatori e staff da domani a sabato, quando alle 17,30 sarà la volta della sfida al Mannucci con la Lupa Roma, nell’hotel La Rotonda, nella zona della stazione, si nasconde più di un pizzico di malasorte.

La Dea bendata ha voltato le spalle alla truppa di Indiani anche sabato scorso nella trasferta di Rimini, culminata con un netto 2-0 in favore dei romagnoli. Come se non bastasse il quarto ko di fila, il Pontedera ha dovuto fare i conti con gli infortuni di Videtta e Scappini durante il primo tempo.

Altri due clienti per l’infermeria granata, già frequentata da Sane e Curti. Da quelli attuali a quelli passati: nel corso della stagione hanno messo la firma nella lista degli infortunati anche Disanto e Pizza. Nomi a cui si aggiungono quelli di Polvani e Bonaventura: lesione del l crociato e stagione finita per il primo, problemi al menisco per il secondo, previsto in rientro fra poco più di un mese.

Tutti gli infortuni di casa Pontedera sono riconducibili a un unico comune denominatore. Anzi, due, strettamente collegati fra loro, come spiega il preparatore atletico, Fabio Ristori: «Si tratta di acciacchi di origine traumatica, figli più che altro della sfortuna, che non possono essere previsti né, tantomeno, prevenuti».

I problemi fisici che hanno tempestato, e tempestano tuttora, lo spogliatoio del Pontedera quindi non sono collegabili in nessun modo alla preparazione atletica svolta dal gruppo di Indiani: «La squadra fisicamente sta bene – prosegue Ristori - e lo ha dimostrato nella gara contro la Spal due settimane fa, quando ha corso in lungo e in largo per novanta minuti».

E se con Maceratese e Rimini le gambe dei granata hanno girato poco è soprattutto perché la squadra si è indebolita dal punto di vista psicologico: «La testa e la prestazione fisica sono strettamente collegate. Prima di tutto i ragazzi devono stare bene psicologicamente e in questo momento probabilmente stanno pagando, dal punto di vista mentale, i risultati negativi delle ultime gare», aggiunge ancora il preparatore atletico del Pontedera Fabio Ristori, che conclude: «I tre giorni di convivenza sono stati pensati proprio per far ritrovare la serenità ai ragazzi».

Tommaso Silvi

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