Italia
Pontedera senza paracadute a Rimini
Il Rimini ha più fame, Polidori e Pedrelli colpiscono i granata. Disanto colpisce l’incrocio dei pali sull’1-0
PONTEDERA. Il campanello d'allarme ha smesso di suonare. La crisi è arrivata. E ha investito in pieno il Pontedera.
Se le sconfitte con L'Aquila e Spal avevano fatto intravedere un calo generale dei granata, ribadito dalla disfatta di domenica scorsa con la Maceratese, il 2-0 subìto ieri in casa del Rimini ha confermato il momento nero della truppa di mister Paolo Indiani.
La sfrontatezza e la freschezza del girone d'andata ora più che mai sono ricordi lontanissimi. Il Pontedera non sa più fare il Pontedera.
Dinamismo, grinta e un atteggiamento tattico ai limiti della strafottenza hanno lasciato spazio a paure, incertezze e all'incapacità di reagire allo svantaggio.
Tutto troppo facile per il Rimini, squadra organizzata e affamata di punti, che agli ingaggi pesanti e ai top player preferisce la corsa, la cattiveria agonistica e la determinazione. Le stesse caratteristiche che hanno fatto volare il Pontedera fino alla soglia dei playoff, prima del tonfo dell'ultimo mese. Improvviso e rumoroso.
Tanto roboante da non poter essere catalogato come un semplice incidente di percorso.
CRISI D'IDENTITA' Si, è vero, gli infortuni di Polvani e Bonaventura hanno indebolito i granata, che però, insieme a due titolari, hanno perso anche lo smalto sgargiante della prima parte di stagione.
Quella rabbia sportiva che spesso ha colmato il “gap” al cospetto di formazioni ben più attrezzate, almeno sulla carta, come Siena, Lucchese e Carrarese.
Vettori e compagni corrono ancora molto, come dall'inizio della stagione, ma lo fanno senza armonia, con le idee offuscate e con il timore di subire gol da un momento all'altro. E se poi ci si mette anche la sfortuna, allora, diventa tutto ancora più difficile.
FUORI DUE. Indiani ritrova Kabashi e Andrea Gemignani, assenti per squalifica contro la Maceratese, e torna al suo “genuino” 3-4-2-1.
Sul Neri di Rimini splende il sole ma sulla testa del Pontedera il cielo promette tempesta. I romagnoli prendono in mano il pallino del gioco fin dalle prime battute costringendo i granata ad arroccarsi a difesa della propria area di rigore.
Si dice che la fortuna aiuti gli audaci e infatti nel giro di trentacinque minuti Videtta e Scappini lasciano il campo per infortunio. Forte colpo alla coscia per il difensore, schiena bloccata per il bomber della Lega Pro. Entrano Daniel Gemignani e Gioè.
Il Rimini prosegue nel forcing senza strafare e il minimo sforzo della banda di Acori basta per fare male al Pontedera. Minuto ventidue: Albertini cerca Polidori in area di rigore con un pallone rasoterra, Risaliti buca completamente l'intervento e il numero 9 supera facilmente Cardelli in uscita.
IL CROLLO. La reazione del Pontedera sta tutta nel destro a giro con cui Disanto colpisce l'incrocio dei pali un attimo prima della fine del primo tempo.
Nel grigiore dei primi 45 minuti granata c'è anche un bella conclusione di Daniel Gemignani alzata sopra la traversa da Anacoura, ex della partita. Dopo nove minuti della ripresa Pedrelli fa 2-0 e il match si chiude.
Vettori e compagni si affidano a pochi, timidi, tentativi di riaprire la partita. Sabato (inizio alle 17,30) al Mannucci arriverà la Lupa Roma.
Un treno che il Pontedera dovrà prendere al volo per uscire da un tunnel sempre più tenebroso.
Tommaso Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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