Sicurezza
Mauro Viviani maestro dei due mister
Voleva Lucarelli al Pisa, lo prese poi nel Perugia. Dove fece esordire in amichevole un ragazzino di nome Gattuso
PISA. «Quando ero a Perugia, Lucarelli era nella squadra Primavera e Gattuso fra gli Allievi». Parola dell'ex tecnico nerazzurro Mauro Viviani, allenatore umbro (prima vice, poi titolare) negli anni '90: «Ho un aneddoto. Chissà se Gattuso lo ricorda...».
Quale?
«A Perugia giocavo le partitelle con undici giocatori contati, e mandavo le seconde linee a fare amichevoli in giro per l'Umbria. Un giovedì l'ex interista Matteoli si fermò per un dolorino, ma io non volevo rimanere in 10 contro la Primavera. Ai bordi del campo vidi un ragazzino e gli chiesi in che ruolo giocasse. Era un centrocampista. Gli dissi, testuali parole: "Se ti faccio giocare 20' in prima squadra te la fai addosso?". E lui: "Io entro e spacco il culo a tutti". Il ragazzino era Gattuso. Quella sera andammo in tv e dissi pubblicamente che avrebbe fatto carriera, perché aveva il carattere giusto».
E Lucarelli?
«Lo seguii quando era ancora nella Cuoiopelli. Ero al Pisa e lo segnalai ad Anconetani, che mi disse di andarlo a vedere. In una partita segnò due gol e non aveva ancora 17 anni. Raccomandai l’acquisto, ma la Cuoiopelli voleva 200 milioni di lire. Il Pisa non lo comprò. Riuscii invece a prenderlo quando andai al Perugia».
Arrivò anche in prima squadra?
«Insieme vincemmo il campionato di C1. Lo feci giocare anche in B. Era potente e veloce. Segnava da tutte le posizioni. L'unico neo, nonostante la stazza, era il colpo di testa. Era già allora un ragazzo di grande personalità. Ricordo che una volta Gaucci lo chiamò in sede per fargli cambiare procuratore. Lucarelli si rifiutò e il presidente lo mandò a casa, ma non gli fece cambiare idea. Così Gaucci fu costretto a richiamarlo, anche se aveva ancora lo stesso agente».
Ora Lucarelli e Gattuso sono allenatori, entrambi in bilico fra il 3-5-2 e il 4-3-3...
«Se si sfidano squadre con moduli simili, quasi sempre ha la meglio la tecnica individuale dei singoli. Il Pisa è molto più forte. Il Tuttocuoio non sta andando bene, perciò dubito che Lucarelli giocherà con il 4-3-3».
Il Pisa deve vedersela con altri suoi allievi: Cornacchini ed il suo vice Tasso al timone dell'Ancona...
«Cornacchini faceva un mucchio di gol. So che è anche un bravo allenatore. Tasso in un primo tempo non giocava, ma poi lo feci scendere in campo in serie B. Era un mediano tipo Gattuso».
Meglio puntare la Spal o guardarsi alle spalle?
«Sono valutazioni che dipendono dalla forza e dallo stato di forma della squadra».
Certo che i playoff adesso sarebbero ancora più complicati rispetto ai tempi di Pisa-Brescello...
«Ricordo quella gara. Da doppio ex feci il commento tecnico per Radio Bruno. Il Pisa effettuò una sostituzione che non mi convinse, sbilanciando la squadra. Mi scappò detto: "Ora segna il Brescello". Quando segnò davvero, mi arrivò un fascio di giornali addosso da dietro. Ma io tifavo per il Pisa».
Massimo Berutto
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