La protesta
Pisa, caccia alla capolista ma preoccupa l’infermeria
Quattro titolari ancora fuori causa, e sabato il delicato derby col Tuttocuoio Cani e compagni devono correre per non perdere terreno dalla Spal
PISA. I risultati di ieri, completando il quadro della quinta di ritorno, dicono che delle prime sette in classifica solo il Pisa e la Maceratese hanno vinto e ora il campionato, nei quartieri alti, è spaccato: Spal 48, Pisa 41, Maceratese 40 e poi l’Ancona a 35, che per rientrare in gioco per i playoff (in entrambi gli altri gironi la quarta in classifica ha 39 punti), domenica prossima dovrà sgambettare proprio la Maceratese.
Ma il prossimo turno è delicatissimo: il Pisa gioca sabato alle 15 a Pontedera contro un Tuttocuoio che non può permettersi distrazioni perché è a +3 dalla zona playout, un margine troppo a rischio, mentre la Spal gioca domenica in casa contro il Prato e finora al Mazza ha spadroneggiato (8 vittorie, 6 pareggi e una sola sconfitta, proprio contro il Pisa). Evitare che l’elastico con la capolista torni ad allungarsi sarebbe magari non decisivo, ma importantissimo.
MOLTI CEROTTI... Il problema principale del Pisa al momento è l’infermeria. Rozzio, Tabanelli, Varela e Crescenzi (in ordine decrescente di prognosi) sono quasi metà dei giocatori di movimento nell’undici titolare “virtuale”. Chi li ha sostituiti ha fatto benissimo - con una citazione particolare per Provenzano, l’amico inaspettato dopo tanta tribuna e panchina - ma non si può pensare di restare a lungo senza elementi importanti senza pagarne le conseguenze. Per fortuna, contro il Santarcangelo non risultano altre vittime.
... MA STIAMO BENE. Tutte le altre note appaiono liete. Abbiamo sofferto l’avvio veemente dei romagnoli e ci siamo abbassati troppo nella ripresa? E’ vero. Ma nelle ultime 5 gare gli avversari avevano perso solo contro l’Arezzo, avevano totalizzato 10 punti e le avevano suonate anche alla Maceratese. Sono una squadra in grande forma, e l’arbitro ha anche dato loro una manina, facendosi abbagliare dal sole di mezzanotte al 16’ (rigore non dato per fallo in area su Eusepi) e poi regalando qualche punizione di troppo nel finale, compresa quella inventata a tempo (e recupero) abbondantemente scaduto che ci ha causato gli ultimi grattacapi. Non importa: quello che conta è la forza di reazione mostrata dopo lo 0-1 e il fatto che fisicamente sembrano ormai smaltiti i pesanti carichi di lavoro di Capodanno, pagati cari nelle scorse settimane ma necessari per non finire la benzina ad aprile. Inoltre, abbiamo un Cani in più nel motore e un Daniele Mannini che assomiglia sempre di più al fratello grosso da portarsi dietro nelle risse, praticamente immarcabile quando viene lasciato libero da incombenze difensive. La caccia alla capolista è aperta.
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