Il dolore
Pontedera, vigilia complicata
Domani al Mannucci arriva la Maceratese: infermeria piena e ultrà in polemica con la dirigenza
PONTEDERA. Il folto elenco di indisponibili, la classifica che obbliga a vincere per essere mantenuta “viva” e la contestazione di una parte della tifoseria nei confronti della società. Alla vigilia del match con la Maceratese l’atmosfera non è delle migliori in casa Pontedera. Dall’affollamento in infermeria al clima delicato sugli spalti sono molte le situazioni che mettono a dura prova, numericamente e nervosamente, il gruppo di Paolo Indiani.
SANE OUT. Dopo essere uscito acciaccato dalla trasferta in casa della Spal di lunedì scorso, Sane non si è mai allenato in settimana e nei convocati per la gara di domani alle 15. Alla sua assenza si aggiungono quelle di Andrea Gemignani e Kabashi, squalificati, e quelle di Polvani e Bonaventura, infortunati. Il centrocampo dunque continua a svuotarsi e mister Indiani prende sempre più in considerazione l’ipotesi di accantonare il 3-4-2-1 per rispolverare il 4-3-3, abbandonato a inizio stagione dopo alcune giornate di “prova”.
CAMBIO MODULO. Le caratteristiche dei (pochi) elementi in grado di giocare dal primo minuto costringeranno Indiani, con tutta probabilità, a cambiare assetto. Difesa a quattro, con Vettori e Curti centrali, supportati nelle zone laterali da Risaliti e Videtta. A centrocampo Della Latta in posizione centrale, con Daniel Gemignani e Luperini in qualità di interni. In avanti spazio all’inedito tridente composto da Bazzoffia e Disanto esterni, a sostegno di bomber Scappini.
BUFERA ULTRAS-SOCIETA'. «Chi ama la città, contesti la società». La scritta è comparsa ieri mattina sul muro esterno dello stadio. Resta da capire se il gesto sia opera di una ristretta frangia di tifosi o se invece rappresenti il sentimento dell’intera tifoseria organizzata. Nel pomeriggio gli Ultras si sono fatti sentire con un comunicato: «E' giusto che la città sappia chi sono le persone che stanno dietro al Pontedera. Le stesse che nell'arco della stagione ci hanno promesso il massimo impegno per risvegliare la passione della gente intorno alla squadra. Impegni puntualmente mai rispettati. Se qualcuno della società vorrà parlare con gli ultras lo dovrà fare esclusivamente attraverso un'assemblea pubblica, senza telefonate o sotterfugi. Avevamo proposto di portare il Pontedera nelle scuole e nessuno ci ha ascoltato, avevamo proposto di mettere i biglietti al prezzo simbolico di un euro per la partita con la Maceratese e una persona molto vicina alla società, in un primo momento, ha accolto la nostra richiesta. Poi però nessuno si è attivato per concretizzarla. La sensazione è che i tifosi, per i quadri societari del Pontedera, siano solo un peso. E che a nessuno, tranne che agli ultras, interessi realmente riportare gente allo stadio. Ci dispiace per i ragazzi che onorano la maglia tutte le domeniche, ma è arrivato il momento di lanciare un segnale forte. Valuteremo come agire e se sarà necessario ce ne staremo fuori dallo stadio».
Tommaso Silvi
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