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Gemignani, simbolo di un Pontedera sempre più ambizioso

Gemignani, simbolo di un Pontedera sempre più ambizioso

Il giovane laterale destro tiene testa agli avversari più esperti e non vuole fermarsi: «Avanti così»

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PONTEDERA. Il direttore generale Paolo Giovannini in estate lo ha strappato a molti club di serie B. Il prossimo 13 febbraio festeggerà 20 anni, ma sulla fascia destra si muove come un veterano. Andrea Gemignani, a suon di galoppate palla al piede, si è guadagnato la fiducia di Paolo Indiani, che ora lo considera un titolare inamovibile. A Pontedera ha imparato a fare l’esterno a tutto campo, rispolverando le sue doti da attaccante, uno dei primi ruoli che ha ricoperto in carriera.

Gemignani, qualcuno dopo la prova maiuscola offerta nel derby con il Tuttocuoio l’ha paragonata all’ex capitano dell’Inter Javier Zanetti: un accostamento importante...

«Non può che farmi piacere, anche se credo che devo ancora dimostrare molto. Sulla fascia destra mi trovo bene, mi piace inserirmi dalle retrovie a sostegno alla manovra d’attacco. Ho sempre fatto il terzino nella difesa a quattro, ci ho messo un po’ di tempo ad abituarmi alla nuova posizione».

Lei da una parte, il “pendolino” Sane dall’altra. Le corsie laterali del Pontedera sono terra di due ventenni capaci di far girare la testa anche a giocatori esperti. Eppure siete entrambi all’inizio dell’esperienza in Lega Pro...

«Credo che l’età conti relativamente. Con determinazione e applicazione si possono ottenere grandi risultati, al di là dell’anno di nascita. Possiamo contare su un gruppo straordinario e su un capitano, Federico Vettori, sempre pronto a darci consigli preziosi. Per noi è una guida, dentro e fuori dal campo».

La classifica dice che siete a due punti dalla terza posizione. Non prendete gol da quattro gare e siete in serie positiva da cinque. La sensazione è che l’intesa di squadra migliori di partita in partita, è d’accordo?

«Sì, perché entriamo sempre di più nel meccanismo di gioco richiesto dal mister, che prevede un sacrificio continuo al servizio del compagno e velocità in impostazione. Neppure noi credevamo di poterci ritrovare così in alto, ma se ci siamo vuol dire che ce lo meritiamo».

I playoff possono diventare un obiettivo concreto?

«Non abbiamo ancora la certezza matematica della salvezza ed è quella la nostra priorità. Nello spogliatoio non parliamo mai di obiettivi, pensiamo di gara in gara. E così continueremo a fare».

Domenica alle 17,30 al Mannucci arriva L’Aquila, che partita si aspetta?

«Difficile, perché tutte le squadre del campionato sono ben attrezzate. C’è grande equilibrio: possiamo approfittarne per toglierci soddisfazioni».

Tommaso Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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