Sicurezza
L’uomo vincente del Teramo... è una donna: la nuova counselor
PISA. A volte si dice che il segreto delle vittorie non è da individuare solo nella tecnica ma sta nell'unità del gruppo e soprattutto nella testa e nelle emozioni degli atleti. Su questo e ad altri...
PISA. A volte si dice che il segreto delle vittorie non è da individuare solo nella tecnica ma sta nell'unità del gruppo e soprattutto nella testa e nelle emozioni degli atleti. Su questo e ad altri aspetti opera il Counselor. Si tratta della figura di un professionista, in tanti lo chiamano mental coach, che lavora sull'aspetto emozionale. Nel calcio italiano è una novità degli ultimi anni. La prima squadra di Lega Pro che utilizza questo nuovo approccio con i giocatori è il Teramo. La mazzata di dover ripartire dalla Lega Pro dopo un campionato vinto lo scorso maggio ha scosso non poco i giocatori rimasti in Abruzzo. La società del presidente Campitelli dopo la penalizzazione di -6 ha deciso di affidarsi all'apporto del Counselor. Si tratta di Alessandra Monasta che vanta un master triennale in Counseling: «Non avevo esperienza in ambito sportivo e ho conosciuto la Match analisys durante un percorso professionale fatto qualche anno fa al centro tecnico di Coverciano. L'analisi della partita deve curare quattro aspetti: tecnico, tattico, fisico e infine quello mentale ed emozionale che in Italia era poco seguito».
Qui entra in gioco il ruolo del Counselor e proprio in una delle sedi simbolo del nostro calcio avviene l'incontro tra la Monasta e il Teramo: «Vivarini e l'allenatore in seconda Zambardi mi spiegarono la situazione e in breve tempo sono entrata a far parte dello staff della squadra. I giocatori sono tornati a giocare dopo una ferita enorme. Rabbia, frustrazione e ferita devono essere trasformati in passione, energia e risultato. Il mio lavoro consiste in esercizi pratici in campo e in sala».
Tutto quanto è concordato con Vivarini e Zambardi che allena anche i portieri: «Mon si lavora su quello che non funziona ma in zone dove ci sono margini di miglioramento e assieme al mister decidiamo quale siano le aree dove intervenire. Vanno attivate le risorse interne della persona attraverso la resilenza, ovvero il rimettersi in gioco. L'obiettivo da raggiungere è l'unione del gruppo e la voglia di tornare a giocare per la passione. Vivere in campo con la spensieratezza della passata stagione».
Andrea Chiavacci
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