Sicurezza
Pontedera, l’occasione gettata al vento
Il Savona è pimpante, a dispetto della sua classifica ed è bravo a imbrigliare il gioco della truppa di mister Indiani
PONTEDERA. Le frenate di Maceratese e Ancona nei primi anticipi del sabato di Lega Pro avevano fatto sognare i tifosi del Pontedera. In tanti, guardando i risultati, si erano leccati i baffi pensando che in caso di successo con il Savona i granata sarebbero volati in classifica. Vicinissimi alla zona valida per gli spareggi per la serie B. Sulla carta il match del Mannucci non sembrava esattamente proibitivo. Savona ultimo in classifica a quattro punti (12 di penalizzazione) e reduce da sei sconfitte consecutive in trasferta: un bel bocconcino da sgranocchiare come aperitivo prima di cena. Sul rettangolo verde però le cose sono andate diversamente. I ragazzi di mister Dessì, in sostituzione dello squalificato Riolfo, fin dai primi minuti hanno lanciato segnali importanti. Il Savona è vivo e gioca bene. I granata provano a macinare gioco con buoni risultati, ma a dominare davvero è l'equilibrio.
FACCIA A FACCIA. Mister Indiani rispetta le attese e schiera i suoi con il 3-4-2-1. In difesa Videtta vince il ballottaggio con Curti e si piazza sulla sinistra insieme a Vettori e Risaliti. Le corsie esterne sono terra di Andrea Gemignani a destra e del pendolino Sane dalla parte opposta. Daniel Gemignani e Della Latta presidiano la zona centrale. Dietro bomber Scappini svariano da una parte all'altra Bonaventura e Kabashi. Il Savona si dispone in maniera quasi speculare. Davanti a Falcone agiscono Antonelli, Cabeccia e Lebran. Il reparto arretrato dei liguri è “vestito” a tre, ma si muove a cinque. Rondanini e Vannucci si abbassano in fase di non possesso ed esplodono in avanti quando c'è da attaccare. Gagliardi fa il metronomo, supportato dai polmoni di Steffè e Taddei, arrivato alla corte di Riolfo soltanto pochi giorni fa dopo l'esperienza alla Pistoiese. Pontedera e Savona si guardano allo specchio e non si fanno male. Cardelli si sporca la maglietta al 9' per mettere in angolo un tiro insidioso di Gagliardi. Poi diventa spettatore non pagante.
CENTIMETRI CHE CONTANO. Il taccuino per annotare le occasioni da rete è soltanto leggermente imbrattato. Di brividi sugli spalti, fatta eccezione per quelli causati dalla temperatura glaciale, se ne contano pochi. E non si tramutano in urla di gioia soltanto per un paio centimetri. A pochi minuti dalla fine della prima frazione Bonaventura telecomanda all'incrocio dei pali un calcio piazzato dai venticinque metri, ma Falcone si rende protagonista di una parata che sfida le leggi della fisica e tocca quel tanto che basta per sventare la minaccia. L'altra chance per il Pontedera arriva al 18' della ripresa. La mattonella è quella di Kabashi, che dà potenza e precisione. La barriera del Savona sfiora appena e riesce a far andare la sfera alta sopra la traversa per un pelo. La sagra della “misura sbagliata” si era arricchita, in precedenza, del colpo di testa di Vettori, su corner calciato da Kabashi. Anche in questo caso Falcone alza lo sguardo sopra la sua testa e tira un sospiro di sollievo.
IMPRESA (IM)POSSIBILE. Ok, la classifica del Savona non lascia molto spazio a speranze di salvezza. Cinque punti sono pochi. Il penultimo posto, il primo valido per non retrocedere direttamente, occupato dalla Lupa Roma, dista sei lunghezze. Ma nonostante la situazione critica mister Riolfo ha buoni motivi per credere nell'impresa. I suoi giocano a calcio, non mollano e nel gruppo ci sono buone individualità. I passi falsi nel girone di ritorno dovranno essere ridotti al minimo. Considerando anche le penalità in arrivo per alcuni club del girone, l'“impossibile” del Savona potrebbe clamorosamente perdere le prime due lettere.
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