Sicurezza
Un patto di 5 anni per un grande Pisa
Ecco come funzionerà il club. Le riserve della Curva
PISA. Il nuovo Pisa è una realtà, e lunedì avrà un organigramma ben definito: nell’assemblea per la ricapitalizzazione Fabrizio Lucchesi si dimetterà da presidente e i soci nomineranno il nuovo consiglio di amministrazione, formato da quattro persone.
Due di queste saranno in quota al “gruppo Lucchesi”, ovvero: lo stesso attuale presidente che diventerà consigliere e direttore generale, e un altro soggetto che sarà il vice presidente del Pisa, con tutta probabilità Giancarlo Freggia.
Le altre due saranno indicate dal nuovo socio Britaly Post-Terravision: uno sarà il presidente del Pisa e l’altro consigliere. Il presidente potrebbe essere Fabio Petroni, fondatore del gruppo italo-inglese (che però ha dichiarato al Tirreno l’intenzione di declinare l’invito perché ha troppi impegni anche all’estero)o più probabilmente l’avvocato del gruppo, Venanzio Taverniti, o un socio inglese.
QUOTE E PATTO PARASOCIALE. Ieri Lucchesi ha fatto il punto della situazione, confermando i progetti ambiziosi del club e chiarendo i retroscena dell’accordo. «Britaly-Terravision ha acquistato il 50% della Carrara Holding che controlla il Pisa, quindi è co-proprietario dell'80% delle quote del Pisa. Sono finanziatori del Pisa, non soci. Restano immutate le quote di Battini (19%) e dei tifosi (1%)». All’interno di Carrara Holding, il “gruppo Lucchesi” e Britaly-Terravision hanno firmato un patto di sindacato di cnque anni: se uno dei due cede o compra delle quote, l’altro deve poter fare lo stesso in ugual misura, quindi nessuno può tentare una “scalata ostile” per comandare da solo o insieme a Battini o altri.
SE RESTASSI, PERCHÈ NO? Già, Battini: resterà in società o uscirà? «È scelta sua decidere il da farsi - dice Lucchesi - se partecipare attivamente o scalare la sua quota. Nessuno gli può toccare i suoi diritti, ma non farà parte del Cda».
E qui possiamo delineare un possibile curioso sviluppo. È chiaro che Lucchesi, i suoi soci (di due di questi, il presidente attuale ha confermato il settore di interesse: un grossista di petrolio e un imprenditore del campo dell’elettricità) e Terravision vorrebbero arrivare al 99%. Ma lo stesso Battini potrebbe decidere di partecipare alle spese e tenersi le sue quote: se il Pisa va in B non è più una rimessa ma una fonte di guadagno.
I GRUPPI DELLA CURVA. Sui nuovi assetti societari sono intervenuti ieri i gruppi della curva Nord: «Dato che quello che ci ha sempre contraddistinto è la coerenza, pur potendo risultare ancora una volta quelli che rompono le uova nel paniere, non possiamo esimerci dal commentare le ultime vicende societarie». Nell’assemblea in agosto «l’astenersi dal gradimento verso la cordata Lucchesi, come ormai arcinoto, era legato al fatto di avere dubbi sulla reale esistenza di soci forti alle sue spalle anche se, come più volte detto, sportivamente parlando Lucchesi il ds lo sa fare, e anche bene, senza dubbi».
La svolta con Terravision «ci sorprende. Ma i soci forti che dovevano entrare da agosto dove sono finiti? Non sono mai esistiti? I nostri dubbi erano fondati? Perché è chiaro che Terravision, risbucata a Pisa a novembre confermando l'interesse con un comunicato, è la soluzione in extremis».
Ricordati i vecchi rapporti (non positivi) in passato fra il Pisa di Battini e la Terravision quando Lucchesi era dg nerazzurro, i tifosi comunque ribadiscono: «Noi ci siamo, noi proveremo con il nostro tifo a spingere i ragazzi verso la serie B che ci sembra il vero toccasana ai nostri problemi societari. La squadra è sicuramente rinforzata da questo mercato invernale, e merita tutto il nostro appoggio e rispetto».
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