Nerazzurri, una fase difensiva da rivedere
Quindici palloni in fondo al sacco, ben 5 squadre hanno subìto meno gol nelle prime 16 giornate
PISA. La fase difensiva (di tutta la squadra, non dei difensori di ruolo)non è da playoff. Sono i numeri a dirlo: il Pisa ha la sesta difesa del girone, a pari merito con la Pistoiese (una delle pericolanti, prossima avversaria all'Arena), dietro a Spal e Tuttocuoio (10), Ancona (12), Maceratese (13) e Siena (14). Quindici i gol subiti. Neppure il pacchetto arretrato a 5 uomini ha migliorato significativamente le cifre. L'acquisto di un nuovo portiere è il primo intervento per contenere il passivo, anche se Brunelli (subentrato a Bacci a partire da Pisa-L'Aquila) non sembra avere particolari responsabilità sugli ultimi gol subiti.
Con e senza la difesa a 5. Con la retroguardia a 4 il Pisa procedeva ad una media di una rete a partita in 10 confronti, 4 dei quali conclusi a porta inviolata (con Ancona, Tuttocuoio, Rimini e L'Aquila, sempre in casa) e altrettanti caratterizzati da due palloni in fondo al proprio sacco (a Santarcangelo, Carrara , Savona, e all'Arena con il Siena). Gattuso ha adottato la difesa a 5 (o a 3) nelle ultime 5 gare (dalla sfida di Ferrara in poi), dopo averla sperimentata nel match di Teramo. La media di gol incassati è ancora vicina ad uno a partita (5 in 6 incontri), con una giornata di imbattibilità (il derby di Pontedera), ma mai più di una rete in 90'.
Abbinamenti infelici. In realtà, andando più in dettaglio, si scopre che dei 5 gol concessi dalla difesa a 5, soltanto 2 sono giunti da azione manovrata, contro Lucchese e Lupa Roma. Il Pisa ha mantenuto la massima compattezza quando si è schierato a specchio rispetto all'avversario (a Teramo, dove però gli abruzzesi hanno colpito un palo nel finale, e in parte a Ferrara) o contro il 4-4-2 della Maceratese (la difesa a 5 spesso ha la meglio su una fase offensiva a 4), mentre ha faticato ad arginare un rifinitore e due punte (il reparto avanzato di Lucchese e Lupa Roma). In pratica tre attaccanti - soprattutto quelli dei rossoneri, ma anche della Maceratese passata al 4-3-3 prima dell'1-1 - sono riusciti a sfuggire alla morsa di 5 difensori, cercando spesso l'uno contro uno con i 3 centrali nerazzurri e infilandosi nella terra di nessuno fra stopper ed esterno di ciascuna fascia. La posizione bassa dei due cursori ha favorito le scorribande dei terzini rivali, come quella vincente di Pasqualoni ad Aprilia.
Massimo Berutto
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