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Pisa

Una provincia che punta sulla linea verde

Una provincia che punta sulla linea verde

Pisa, Pontedera e Tuttocuoio: tre poli per la crescita dei settori giovanili, e i risultati cominciano già a vedersi

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PISA. La rinascita del calcio giovanile non è più un miraggio. Al di là della crisi economica (e forse per cercare di contrastarla), i settori giovanili delle formazioni pisane militanti in Lega Pro stanno vivendo un momento di grande espansione e progettualità. Sembrano ormai lontani i tempi in cui i nostri ragazzi più promettenti, per tentare il salto nel calcio che conta, erano costretti ad accasarsi in società di fuori provincia. Su tutto il territorio crescono i centri sportivi come gli investimenti economici a lungo termine.

PISA 1909. Dopo anni in cui la società più importante della provincia aveva rinunciato a costruirsi un futuro in casa, dalla scorsa stagione il Biancoforno Camp di Fornacette è diventato il centro sportivo delle giovanili nerazzurre. «Siamo molto contenti dei risultati ottenuti e della crescita dei ragazzi - dice Simone Di Rita, responsabile tecnico -. Rispetto al primo anno di attività abbiamo aumentato il numero delle formazioni selezionate (dalla Berretti ai Pulcini 2006), confermato il ruolo della Pisa Academy e tentato di ricucire il gap accumulato sulle altre società capofila del panorama regionale».

Alla base del progetto resta la formazione: «Dalla passata stagione - continua - stiamo lavorando con un unico metodo, con l’obiettivo di far crescere dei tecnici e dei calciatori interscambiabili, pronti a dare il massimo a seconda delle necessità. Oltre alla tecnica, puntiamo al miglioramento atletico e comportamentale dei nostri ragazzi, come alla formazione di uno staff tecnico altamente qualificato». Punto di forza del settore giovanile pisano è l’area scouting guidata da Moreno Simonetti. «C’eravamo prefissati di approntare altre tre nuove squadre selezionate - chiude Di Rita - e grazie all’apporto di Simonetti e del suo staff di osservatori, ci siamo riusciti. Oltre a quelli sul campo, i risultati più importanti li abbiamo ottenuti con gli esordi in prima squadra di alcuni ragazzi tra cui Giacobbe, Favale, Micchi, Balduini e Salvi. Lavorare qui è un piacere, ma allo stesso tempo sentiamo anche il peso delle responsabilità».

PONTEDERA. La società granata sta attraversando il momento più positivo della propria storia e grazie alla collaborazione stringente con Gs Oltrera e San Giuliano, vuole tentare il salto di qualità anche nel calcio giovanile. «Abbiamo iniziato dalle basi - racconta Daniele Zini, responsabile e direttore tecnico del settore giovanile dell’Us Città di Pontedera - dagli impianti sportivi e dal personale tecnico. Ad oggi possiamo contare su tre campi sintetici (uno a 11 e due a 9), otto spogliatoi e quattro campi per il calcio a cinque. In più i nostri impianti sono vicinissimi al Mannucci, quindi ospitiamo spesso presso il ristorante anche la prima squadra, così da creare nei ragazzi il giusto senso di appartenenza alla società». A Pontedera non si guarda solo al calcio maschile: «Al momento - continua - abbiamo approntato 26 squadre: tutto il settore giovanile (dalla Berretti ai Giovanissimi Pro 2003), tre formazioni femminili (nel progetto sposato da Renzo Ulivieri) e le diverse squadre della scuola calcio gestite dall’Oltrera». Importante quindi è diventato il rapporto tra tre realtà del territorio pisano. «Con l’Oltrera e il San Giuliano abbiamo stipulato un accordo a lunga gittata - conferma Zini -. Da una parte c’è l’Oltrera curato da Paolo Pastacaldi, con cui siamo in sinergia totale; dall’altra il San Giuliano gestito da Fausto Garcea, con cui collaboriamo e partecipiamo al progetto di formazione promosso dalla famosa scuola calcio Anderlecht».

TUTTOCUOIO. A Ponte a Egola il settore giovanile è a tutti gli effetti una risorsa. «Da appena due anni siamo nel calcio professionistico - dice Leonardo Marconcini, responsabile delle giovanili neroverdi - e abbiamo già raggiunto alcuni traguardi importanti. Siamo una piccola realtà e non possiamo attingere da un bacino di utenza molto vasto». Il Tuttocuoio non ha una scuola calcio: «Qua - spiega Marconcini - inseriamo i ragazzi all’interno del nostro settore giovanile a partire dalle categorie Giovanissimi Pro e salendo, fino alle categorie nazionali e alla Berretti. Ci poniamo l’obiettivo di far crescere ragazzi pronti per il salto in prima squadra». Molto positivi i primi due anni della Berretti: «La Berretti è sicuramente il nostro fiore all’occhiello (2a per rendimento a livello nazionale), ma anche le altre due categorie nazionali stanno crescendo bene. Per capire il buon lavoro svolto dalla società, basta considerare che in questo momento abbiamo sette ragazzi titolari in formazioni di serie D e che anche quest’anno, abbiamo già fatto debuttare in Lega Pro un paio di giovani di buone prospettive».

Carlo Palotti

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