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Scherma paralimpica Martinelli e Vanni ct della Nazionale

Scherma paralimpica Martinelli e Vanni ct della Nazionale

I due tecnici preparano le squadre di spada e fioretto Ecco i progetti in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro

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PISA. Una vita passata in pedana non si dimentica in fretta: per questo il fiorettista Simone Vanni e lo spadista Francesco Martinelli, per anni fiori all’occhiello della grandissima scuola pisana, dopo aver lasciato l’attività agonistica sono tornati… vicino alla pedana diventando commissario tecnici della nazionale azzurra paralimpica. Gli azzurri impegnati a fare uno stage al centro Coni di Tirrenia sono stati lo spunto per sapere come vanno le cose a pochi mesi dall’appuntamento più importante per un atleta: le Olimpiadi di Rio e fare un bilancio di questo primo anno da commissari tecnici.

«Il bilancio – dice Simone – è, al momento, positivo. Mancano ancora tre gare di Coppa in programma a Dubai, Eger e Montreal e gli Europei in previsti in Italia. Solo allora potremo fare un bilancio. Sicuramente, sinora, è stata una grande esperienza. Interessante ed impegnativa».

Sulla stessa lunghezza d’onda è Francesco che sottolinea la complessità del ruolo da poco acquisito: «Un conto è salire in pedana e dover gestire soltanto te stesso. Un altro è pensare agli altri. C’è una grande differenza. Cambia la prospettiva sia dal punto di vista tecnico che da quello relazionale».

Nel corso della lunga carriera non hanno mai avuto la fortuna di gareggiare sulla pedana cittadina per competizioni di altissimo livello: al primo anno da tecnici si sono trovati una gara di Coppa del Mondo a… pochi metri da casa. «A Pisa – dice Simone – non ho mai gareggiato. Ma quando la Coppa era a Venezia era come se fossimo a casa. Vivendola come organizzazione dall’interno si capiscono gli sforzi che si devono fare per far sì che tutto vada al meglio e rendere migliore la vita degli atleti. Come gara di casa abbiamo dato il massimo per fare ciò e mi sembra che ci siamo riusciti».

«Più che pensare alla gara casalinga – aggiunge Francesco – dobbiamo fare un bilancio che è più che positivo. Tutti sono rimasti soddisfatti e a novembre del 2016 la nostra città ospiterà nuovamente questa manifestazione importante. Ho gareggiato in molte sedi: senza peccare di presunzione possa dire che la tappa pisana è rimasta impressa a tutti risultando una delle migliori come organizzazione».

Si avvicina Rio 2016… «La situazione – dice Francesco - è particolare. Attualmente sono qualificati di diritto i campioni del mondo e quindi noi abbiamo nel fioretto Bebe Vio. Potremmo qualificare altri sei atleti. I criteri non ci lasciano tranquilli. Ci sarà da lottare fino all’ultimo. Speriamo in Matteo Betti che nella spada ha fatto un ottimo terzo posto a Parigi il mese scorso conquistando punti importanti. Cerchiamo di fare il massimo ed è per questo che a Tirrenia allo stage abbiamo invitato, insieme al suo allenatore, il numero uno del ranking mondiale l’inglese Gilliver Piers».

Aggiunge Simone: «A Londra sono andato come sparring-partner. A Rio cercheremo di portare anche Alessio Sarri sia nel fioretto che nella sciabola. Marco Cima, nel fioretto e nella spada, sta facendo una grandissima rimonta: speriamo che continui in questo trend positivo. Ci auguriamo che ce la possa fare anche Loredana Trigilia che se staccasse il pass per Rio trascinerebbe automaticamente alla gara a cinque cerchi la squadra di fioretto femminile».

A Tirrenia era presente anche Fabio Giovannini nella doppia veste di commissario tecnico della sciabola e di commissario unico. « Sono trenta anni- dice – che seguo il mondo paralimpico. Il movimento è cresciuto globalmente ed anche da noi c’è stata una grossa crescita. Sono felice a livello personale, ma anche per il movimento. Saremo penalizzati dal fatto che non ci saranno le gare di sciabola femminile, sia individuale che a squadre, ma faremo il massimo per far sì che il contingente azzurro sia numeroso. Speriamo di avere Alessio Sarri in due specialità e Andrea Pellegrini che, dopo aver vinto l’oro nel fioretto ad Atene 2004 ed il bronzo a Pechino 2008 aveva lasciato la scherma per il basket in carrozzina».

Fabrizio Del Pivo

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