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Lucchesi annuncia: «Il Pisa è al sicuro»

di Antonio Scuglia
Il presidente Fabrizio Lucchesi (foto Muzzi)
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Il presidente Fabrizio Lucchesi (foto Muzzi)

Domenica l’assemblea per il bilancio e la ricapitalizzazione

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PISA. «Il 27 la società sarà sistemata». E’ questo il regalo di Natale che aspettavamo da mesi, anche con molta preoccupazione, e che ora il presidente del Pisa Fabrizio Lucchesi promette alla città. Ce lo aveva annunciato da giorni, ora ce lo ha ribadito dopo averlo spiegato al Nerazzurro di 50 Canale. Specificando i passaggi “tecnici”: «La mattina di domenica si svolgerà l’assemblea che dovrà approvare il bilancio al 30 giugno scorso e deliberare il ripianamento dei debiti».
Nominalmente il ripianamento compete per l’80% alla Carrara Holding dello stesso Lucchesi e per il 19% all’ex presidente Carlo Battini. Andranno aggiunti in parti proporzionali degli “spiccioli” corrispondenti all’1% delle quote, di cui è titolare il Comitato Vecchio cuore nerazzurro.


I DEBITI. Ma quanti soldi andranno messi in cassa? Tanti, come detto da tempo. Ancora Lucchesi: «Il debito del Pisa è 3,5 milioni di euro, di cui 1,8 sono stati versati da Carlo Battini, e 1.716.000 ancora da liquidare». Li liquiderà lo stesso Lucchesi, che peraltro spera di averne incassati, entro domenica, una bella quota dallo stesso Battini in base all’accordo privati sottoscritto in sede di compravendita dell’80% delle quote in agosto e depositato in Camera di commercio. E il contenzioso fra di loro? Non riguarda più il Pisa nella misura in cui non è più determinante per la messa in sicurezza del club. E’ chiaro però che se Lucchesi riesce a riscuotere, e a farlo presto, «potremo destinare maggiori risorse al mercato di gennaio. Negli ultimi due tre giorni i legali delle due parti stanno ammorbidendo le rispettive posizioni nell’ottica di una soluzione transattiva», il che potrebbe estinguere il contenzioso. E non sarebbe male.
Cosa succederà dopo il 27? «Avrò ancora la veste di presidente quando convocherò un’assemblea a stretto giro di posta, diciamo nei primi giorni di gennaio e andrà ad insediarsi il nuovo Consiglio di amministrazione e il nuovo presidente. Io farò due passi indietro e non sarò consigliere d’amministratore, ma solo il direttore. Spero che entro il 10 gennaio, quando affronteremo la Pistoiese, ci sarà il nuovo presidente».
A cavallo dei primi giorni dell’anno è atteso un altro annuncio: quello del primo socio di Lucchesi, un grosso imprenditore del Nord Italia sul cui nome c’è ancora una cortina di segretezza, ma che sarebbe  stato già reso noto agli addetti ai lavori e  almeno a un partner bancario.


PISA SC. Tra gli impegni che Lucchesi ha preso da quando è diventato presidente del Pisa lo scorso 16 agosto c'è anche quello di riportare sulle maglie nerazzurre il vecchio nome e il simbolo del glorioso Pisa Sporting Club. Una vicenda che sta molto a cuore ai tifosi legatissimi alla storia di un club che nel 1921 sfiorò lo scudetto e negli anni ottanta fu protagonista in Serie A nell'età dell'oro del calcio italiano con il presidentissimo Romeo Anconetani. Lucchesi martedì sera a 50 Canale ha ribadito che c'è stato un contatto con Gianfranco Grassini, il quale nel 2002 acquisì lo storico marchio da Michele Passerotti che a sua volta rilevò dopo le passate vicissitudini che portarono al fallimento del 1994: «Sono stato avvicinato da Grassini che mi ha dato la disponibilità di cedere il titolo sportivo - puntualizza Lucchesi - anche se poi ci sono state delle discordanze su altre questioni riguardanti la vita societaria. Io comunque sono lieto di questo ma non devo prenderlo io il titolo, deve prenderlo la città. La mia idea è quella di tutelare il marchio perché se un domani un presidente qualunque impazzisce lo prende e lo butta via sarebbe inaccettabile. Mi rivolgo quindi alle Istituzioni e ai ragazzi dell’Associazione Cento. Saranno loro che poi deterranno la proprietà del marchio e lo gireranno al Pisa. Se la città lo vuole ridaremo il nome a cui i tifosi sono legati . Le radici e la storia sono cose serie».
(ha collaborato Andrea Chiavacci)

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