La manifestazione
Gattuso e un Diavolo per capello
Il tecnico ha un brutto ricordo dei cali di tensione al Milan
PISA. Rino Gattuso ha un diavolo per capello, perché con il Diavolo ha sperimentato come possa essere insidiosa l'ultima gara prima delle festività natalizie. «Non mi piace vedere i giocatori che preparano le scatole per andar via - ha avvisato il tecnico del Pisa già nel dopo gara con la Maceratese -. La testa vola via perché si pensa a raggiungere i propri familiari».
Un disappunto amplificato dall'eliminazione dalla Coppa Italia, attribuita dal mister nerazzurro ad un black-out nei secondi 45'. «Se non vedo il veleno, facciamo il Natale dentro lo stadio», ha tuonato dopo la sconfitta infrasettimanale con il Santarcangelo alzando la tensione in vista della trasferta di Aprilia.
Nei suoi 13 anni di Milan numerosi gli imprevisti scivoloni di fine anno solare, anche in occasione delle annate più fortunate, spesso contro formazioni di medio-bassa classifica. L’ultimo impegno prima della Natività era un tabù nei primi anni di Gattuso all'ombra della Madonnina; il sortilegio si rompe nel 2005 grazie ad un 3-0 corsaro a Livorno e anche i successivi Natali generalmente sono sereni, ma non manca qualche altro boccone amaro prima di gustare il sapore dolce del panettone, come la battuta d’arresto a San Siro con la Roma nel 2010-11, stop and go verso l'ultimo scudetto di Gattuso. (m.b.)
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