Attenzione
Giovanni Pagliari: la “Rata” è compatta e sa ripartire bene
PISA. Dei fratelli Pagliari è Giovanni a vivere ancora nella natìa Macerata, precisamente a Tolentino, a differenza di Dino, ormai ternano d'adozione. Quindi è l'ex tecnico dell'Aquila a respirare l'a...
PISA. Dei fratelli Pagliari è Giovanni a vivere ancora nella natìa Macerata, precisamente a Tolentino, a differenza di Dino, ormai ternano d'adozione. Quindi è l'ex tecnico dell'Aquila a respirare l'atmosfera della grande sfida dall'altra parte della barricata.
Mister, cosa significa la Rata per i tifosi biancorossi?
«Rata è il diminutivo di Macerata. C'è grande entusiasmo. La squadra è ben messa in campo. Un buon gruppo, che con merito è secondo nel girone».
Dopo la promozione in Lega Pro la dirigenza ha cambiato l'allenatore e quasi tutta la squadra...
«Merito della presidentessa Tardella. E' lei che comanda. Ha portato la squadra dall'Eccellenza ad una delle prime due posizioni in C1. Se cambiano allenatori e giocatori ma la squadra continua a fare risultato, è la società che fa la differenza».
La Maceratese può ripetere le gesta del Teramo 2014-15?
«Non lo so, ma sono certo che lotterà fino alla fine per i playoff e per vincere il campionato, anche vedendo i valori offerti dal girone».
Il secondo posto può essere considerato una sorpresa?
«La Maceratese ha cinque-sei giocatori che sono certezze in categoria, per età media e caratura tecnica. Non può essere una sorpresa una squadra che ha Faìsca, D'Anna, Fioretti, Carotti e Fissore».
Non trova che il compatto 4-4-2 di Bucchi somigli da vicino allo schieramento caro a suo fratello?
«E' vero. La Maceratese gioca in modo molto compatto e corto in fase di non possesso. Non subisce molti gol e sa ripartire in velocità, con Fioretti, Kouko e Bonaiuto, che sta disputando una buona stagione».
Lei ha visto il Pisa nella gara di Teramo: cosa ne pensa?
«Il Pisa è una buona squadra. Gattuso è bravo. Anche i nerazzurri fanno un discorso di gruppo. Sono una formazione molto compatta, nella quale tutti remano verso un unico obiettivo. Vince chi ha il gruppo più forte, non chi ha i giocatori più bravi. Pisa e Maceratese si somigliano». (m.b.)
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