Gioco
Caro-biglietti: gli ultras granata contro la società
I tifosi del Pontedera criticano la scelta di aumentare il prezzo dei biglietti e lo spostamento di settore
PONTEDERA. La vittoria del Pisa è già in archivio. Dopo il “monday night” del Mannucci un comunicato degli ultras del Pontedera sposta l’attenzione dal rettangolo verde agli spalti. Il tifo organizzato protesta per alcune decisioni prese dalla società granata in occasione del derby di lunedì: quella di vendere i biglietti ai tifosi del Pisa senza restrizioni, l’annullamento degli abbonamenti e degli sconti per determinate fasce di età e il rincaro dei tagliandi. In tutti i settori per Pontedera-Pisa le tariffe sono aumentate rispetto agli standard: da 10 a 13 euro per lo spicchio degli ultras di casa, spostati dalla gradinata nord, nella quale sono stati posizionati i tifosi pisani, e dirottati nella tribunetta a fianco della tribuna coperta. Ritocchi al prezzo anche in tribuna centrale: da 30 a 40 euro. E in tribuna laterale: da 18 euro a 25.
Scelte compiute in nome del dio denaro che non sono andate giù ai supporter granata. Il malumore degli ultras emerge chiaramente dal comunicato diffuso ieri: «Abbiamo scelto di non prendere posizione prima del derby per non intaccare l’atmosfera di entusiasmo che ha avvolto la squadra nei giorni precedenti e durante la partita. E abbiamo fatto bene, considerando la grande affluenza di pontederesi allo stadio lunedì sera e la perfetta riuscita della coreografia da noi ideata, organizzata e finanziata. Ora però è il momento di fare chiarezza su quanto accaduto. La società ha scelto di vendere biglietti alla tifoseria nerazzurra senza nessuna restrizione, destinando agli ospiti tutto il settore di gradinata. Anche la Nord da dove, da anni, tifiamo nelle partite di casa. Come se non bastasse l’ennesimo sfratto ai nostri danni, andato in scena anche nei derby passati, i biglietti sono stati rincarati. Inoltre sono stati annullati gli abbonamenti e gli sconti per studenti e anziani, in nome della “Giornata Granata” indetta dalla società, che tutto è sembrato meno che una trovata per agevolare gli sportivi di Pontedera. Prezzi più alti, settore più piccolo, dato che la tribunetta in cui siamo stati ammassati ha la capienza di un terzo della gradinata nord, e nemmeno la garanzia di avere una parte dello stadio tutta nostra: i biglietti di tribuna sono stati venduti anche a tifosi pisani. Tutto per fare cassa. In barba a chi al Pontedera negli anni ha dato voce, denaro e tempo».
«Ci siamo sentiti traditi da chi avrebbe dovuto tutelarci - prosegue la nota dei tifosi -. E se abbiamo cantato per novanta minuti nell’angolo di stadio a noi riservato è solo per l’amore che proviamo per la nostra città e per i ragazzi che indossano la maglia granata. Chi siede negli uffici della società ha dimostrato di fregarsene della nostra passione, trattandoci come vacche da mungere fino all’ultimo centesimo. Il nostro calcio non è questo. La nostra passione né si vende né si compra. È stato sorpassato il limite. La gradinata non perderà occasione per manifestare il disappunto nei confronti di un gruppo di dirigenti i quali, pur di incassare, voltano le spalle alla città ed a chi ogni domenica ne esibisce con fierezza i colori».
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