Sicurezza
Nacho, un nome nei cuori nerazzurri
Varela sempre più accostato al mitico Castillo, anche se il predecessore più simile tatticamente a lui è Alessio Cerci
PISA. Il soprannome Nacho inizia a solleticare la fantasia dei tifosi, alla ricerca delle somiglianze anche fisionomiche fra Varela e Castillo.
Al di là di evidenti differenze tecniche, il gol segnato di testa dall'uruguaiano in mezzo all'area di rigore (da centravanti consumato) e la sua continuità realizzativa iniziano ad offrire pezze d'appoggio a questo impossibile parallelo.
Quattro gol dell'ex palermitano nelle ultime tre gare. Neppure Castillo, dall'alto delle 21 reti collezionate nella serie B 2007-08 con le quali superò il leggendario Piovanelli fermo a 18, riuscì ad inanellare una simile sequenza.
Meglio di Castillo. Solo una volta in quella stagione l'argentino esultò per tre giornate consecutive, perforando Modena (in casa), Vicenza e Messina (entrambe in trasferta), ma non colpì a ripetizione nella stessa partita, come invece Varela ha fatto ai danni della Lucchese.
A Vicenza Castillo sbagliò un rigore, ma prima ne aveva realizzato un altro (Varela invece non è mai andato sul dischetto).
Non mancarono le doppiette in un'annata da sogno, ben 5, rifilate al Bari, al Treviso, al Piacenza (l'unica casalinga), al Chievo e al Ravenna, ma ogni scorpacciata dell'argentino fu seguita da almeno un turno avaro di soddisfazioni personali.
Più Cerci che Nacho. Al di là dell'omonimia, di quell'annata Varela ricorda maggiormente Alessio Cerci.
Un termine di paragone molto impegnativo, ma giustificato dalle potenzialità dell'uruguagio, dal suo illustre passato nelle massime categorie e anche dalle recenti voci di mercato.
Cerci come Varela è un mancino che ama partire da destra per accentrarsi e calciare verso la porta. Nel 4-2-4 di Ventura era praticamente imprendibile e sfornava anche grandi assit per Castillo e Kutuzov. Anche l'attaccante di Valmontone ora in forza al Milan fu implacabile in fase realizzativa, arrivando a quota 10 nonostante l'infortunio che lo tagliò fuori per quasi metà della sua stagione in nerazzurro. L'esplosione definitiva, sempre sotto la guida di mister Gianpiero Ventura e del direttore sportivo Petrachi, è avvenuta nel Torino in un 3-5-2 - lo stesso modulo ultimamente proposto da Gattuso - dove Cerci, in modo simile a Varela, agiva da rifinitore dietro ad Immobile, punta rapida al pari di Antonio Montella.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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