Sicurezza
La sfida sugli spalti: rivalità ma correttezza
Il tutto esaurito nell’impianto pontederese e anche un tifo caldissimo da una parte e dall’altra
PONTEDERA. Nel calcio i ruggiti contano eccome. Un esempio è quello di Rino Gattuso che dal primo minuto ha seguito i suoi giocatori quasi spingendoli a suon di urla, appunto. E poi c'è quello della Curva Nord in trasferta, soffocato quando Sanseverino nel primo tempo ha colpito la traversa. Esploso nella ripresa quando Varela di testa ha segnato l'1-0. Un ruggito fatalmente imponente che ha coinvolto tutta la gradinata dello stadio Mannucci di Pontedera, mentre dalla parte della tribuna, settore riservato ai granata, l'incitamento è stato comunque incessante e di alto livello per gli standard di città come quella della Vespa. Una serata da tutto esaurito all'insegna del fair play tra le due tifoserie con striscioni da una parte all'altra applauditi in maniera reciproca.
È accaduto nel primo tempo, quando gli ultras del Pontedera hanno esposto la scritta "Ora in cielo brilla una stella in più" in memoria di una bambina di 4 anni, morta pochi giorni fa. Seguito dall'applauso dei pisani.
Stessa scena a parti invertite quando i nerazzurri hanno srotolato uno striscione in tedesco per ricordare il tifoso del Karlsruhe, morto per un malore durante Cecina-Pisa nell'aprile del 2010. Cordialità fra ultras, mentre in tribuna i "vecchi" tifosi del Pontedera non vedevano di buon occhio la sparuta rappresentanza ospite "in territorio nemico". Un ruggito granata, questa volta sì, che si è alzato quando Gattuso ha avuto uno screzio con un componente della panchina dei padroni di casa, a fine partita, che si è rifiutato di stringere la mano all'ex campione del mondo. Fischi e "ringhiate" al famoso avversario alla sua uscita dal campo insieme alla squadra.
Nessun problema di ordine pubblico, comunque, in una partita cominciata con un grande afflusso di spettatori. Biglietti andati a ruba, malgradi i prezzi, da giorni, grande incasso per la società granata e un'attesa spasmodica di essere allo stadio, grazie anche al fatto che si giocava durante il ponte dell'Immacolata. Squadre a centrocampo e la partita nella partita comincia: la parte più accesa del tifo granata e nerazzurro in grande spolvero. Gradinata con bandieroni e cori potenti. Talmente forti che, mezzora prima dell'inizio si sentivano in maniera nitida dal centro della città durante il momento dell'aperitivo nei bar di corso Matteotti. Tribunetta laterale, assiepata dagli ultras pontederesi, con una bellissima coreografia: un mare di cartoncini argentati, la scritta 56025 (il prefisso di Pontedera) e sotto lo striscione "di padre in figlio", come a descrivere la grande tradizione di un tifo che si tramanda da generazioni. E bandierini granata e bianche in tribuna coperra. Un amore per la maglia granata che ha accomunato tutti, alla fine, per applaudire giocatori e tecnici mentre salutavano la loro gente, malgrado la sconfitta. Una scena quasi commovente, come solo i grandi appunamenti sanno regalare. Mentre dall'altra parte la Curva Nord e parte dell'Arena presente nella trasferta più vicina del campionato il ruggito era appena scoppiato, di nuovo.
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