Sicurezza
Dolfi amaro: i miracoli non possono continuare per sempre
PONTE A EGOLA. Dopo un inizio di campionato balbettante il Tuttocuoio sembra avere trovato la sua quadratura, come testimoniano i 17 punti che lo collocano nella parte alta della classifica, e il...
PONTE A EGOLA. Dopo un inizio di campionato balbettante il Tuttocuoio sembra avere trovato la sua quadratura, come testimoniano i 17 punti che lo collocano nella parte alta della classifica, e il sesto risultato utile consecutivo maturato dopo la vittoria contro il Santarcangelo. I neroverdi stanno mettendo le basi per fare un’altra grande stagione, se si considera che sono espressione di una piccola frazione, e sono alle prese con difficoltà logistiche non di poco conto, come quella di giocare ormai da tre anni in trasferta, cioè da quando hanno messo i piedi nei professionisti, non essendo a norma il “Leporaia” di Ponte a Egola.
Il presidente Andrea Dolfi ha voluto rimarcare questo problema: «I miracoli possono accadere una, due, tre volte ma credo che il Comune deve venirci incontro altrimenti diventa tutto più difficile. Non voglio fare polemica, ma ci stiamo incominciando a stancare di questa situazione, non so per quanto tempo continueremo a venire a giocare a Pontedera. Giocare in trasferta è penalizzante anche per la nostra gente, non possiamo avere il seguito che potremmo avere se giocassimo nel nostro stadio. Non mi piace questo silenzio da parte dei politici, loro fanno solo tante parole, ma noi abbiamo bisogno di fatti concreti».
Dolfi fa sapere che sta lavorando a dei progetti per far crescere la società: «Il Tuttocuoio è ben visto dai club di serie A, e sto valutando la possibilità di costruire qualcosa con loro, ma bisogna risolvere i problemi legati agli impianti. Questi aspetti devono essere superati nel territorio dove uno vive, sarebbe bello riuscirci perché da qui potrebbe iniziare il futuro».
Il patron non lesina complimenti al cammino compiuto dalla squadra finora: «Ci sono state delle difficoltà ad inizio stagione anche perché la squadra era totalmente nuova, e qualcuno magari si è trovato in difficoltà nel trovarsi in una realtà piccola come la nostra. Noi crediamo nel lavoro che ci stanno mettendo i tecnici, i quali ci stanno mettendo anima e cuore in questo progetto. Sono contento per la vittoria conseguita con la Maceratese, perché si è visto da parte dei ragazzi lo spirito giusto».
Stefano Scarpetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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