Il dolore
Varricchio: «Siamo bravi a ripartire»
L’ex bomber nerazzurro, ora alla Spal (tecnico della Berretti): la Maceratese ci ha battuto giocando tutta dietro
PISA. La squadra Berretti della Spal è condotta da un vecchio bomber nerazzurro, che ha appeso le scarpette al chiodo dopo aver guidato, a suon di gol, gli estensi verso la Lega Pro unica. Massimiliano Varricchio (a Pisa nel 1999-2000 e dal 2001 al 2003) presenta il big match dello stadio Mazza e gli attaccanti che potrebbero deciderlo.
Massimiliano, come va la nuova vita da allenatore?
«E' il mio secondo anno. Un'esperienza piacevole. I ragazzi danno belle soddisfazioni. Lo scorso anno siamo arrivati alle finali nazionali. Vedremo cosa faremo in questa stagione. Già alcuni calciatori si allenano con la prima squadra ed altri sono andati a giocare in serie D».
I tifosi di te ricordano il gol segnato a Livorno, quello di una vittoria in extremis sulla Lucchese e la rete dell'illusione nella finale playoff di Bergamo: tu quale preferisci?
«Ricordo il gol con la Lucchese, sotto un acquazzone. Sono stato bene a Pisa, prima sei mesi, poi altri due anni. Una bellissima esperienza, davanti ad un pubblico stratosferico. Approfitto per salutare i tifosi».
Cosa pensi del Pisa?
«Penso che la squadra sia discreta, anche se a nomi non è all'altezza di quella dello scorso anno. Però nella passata stagione il Pisa andava a due all'ora, mentre adesso ha un allenatore che prova a trasmettere l'intensità che lui aveva da calciatore. In un campionato modesto penso che i nerazzurri possano far bene».
Qual è il punto di forza di una Spal che domina in Lega Pro dalla scorsa primavera?
«E' una squadra molto solida, che concede poco, si mette dietro la linea della palla e quando riparte fa sempre male all'avversario».
Parliamo di bomber: Finotto, Cellini e Zigoni, che forse più degli altri ti somiglia...
«Ci somigliamo come struttura fisica, ma penso che Zigoni rispetto a me abbia minor senso del gol e sia più macchinoso. Comunque è giovane e ha tutto il tempo per migliorare. E' Cellini ad essere più furbo sotto porta».
Cosa ha avuto in più la Maceratese per battere la capolista?
«La Maceratese si è messa dietro e nell'unica ripartenza ha segnato. Non so se questo atteggiamento rappresenti un caso isolato e se basti per vincere un campionato. Secondo me bisogna aggredire alto gli avversari ed essere propositivi». (m.b.)
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