Sicurezza
I NOSTRI ERRORI NON VANNO SOTTOVALUTATI
di ANTONIO SCUGLIA La sconfitta con il Siena non è stata disonorevole, visto che i bianconeri sono una categoria sopra tutte le formazioni incontrate sinora. E a certe condizioni può tornare persino...
di ANTONIO SCUGLIA
La sconfitta con il Siena non è stata disonorevole, visto che i bianconeri sono una categoria sopra tutte le formazioni incontrate sinora. E a certe condizioni può tornare persino utile, mettendo a nudo delle pecche che è pericoloso invece nascondere.
Ma il Pisa non deve cadere nell’errore di autoassolversi, altrimenti continuerà a commettere gli stessi errori.
L’arbitro ha sbagliato? Sì, ha sbagliato. Si è dimenticato qualche cartellino in tasca, e il Siena non avrebbe dovuto chiudere la gara in undici. Inoltre non far battere la punizione al 94’ è sembrato provocatorio (proprio Piccinini, un paio di anni fa all’Arena, aveva fatto pareggiare in Benevento ben oltre il quinto e ultimo minuto di recupero che aveva concesso sul 2-1 per il Pisa).
Ma non è stato l’arbitro a decidere il match, e non è esatto che il Siena ha vinto con due tiri in porta. Oltre ai gol, ha liberato al tiro davanti al portiere per due volte Mendicino (7’ pt e 24’ st) e al 20’ st solo un intervento disperato di Mannini in ripiegamento ha impedito a Opiela di battere a botta sicura. E non sono stati episodi, ma tutte azioni costruite.
Il Siena è risultato più forte del Pisa a centrocampo, dove Opiela, Bastoni e Torelli (più La Vista che giocava fra le linee) hanno avuto la meglio su Di Tacchio e Ricci. Era più equilibrato e i suoi meccanismi erano più oliati.
E’ vero che il Pisa dominava sulle fasce quando partivano Varela e Mannini, ma non è bastato. Gattuso queste cose le ha viste e probabilmente saranno le prime a cui porrà rimedio: al momento, una mediana Di Tacchio-Ricci non ha la fisicità - e nemmeno la propensione al gioco ruvido - necessaria per fronteggiare gli avversari in superiorità numerica: rinunciare a un giocatore d’attacco è sempre una scelta dolorosa, ma contro avversari forti e organizzati l’equilibrio fra i reparti è decisivo. A Ferrara però il quadro tattico sarà più favorevole: saranno gli estensi a doversi scoprire, e il Pisa può riscattarsi subito.
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